GEAPRESS – Non accennano a diminuire le polemiche in merito alla decisione del TAR Palermo che martedì scorso ha sospeso il calendario venatorio 2012-2013.

Mentre le sede ENPA di Catania comunica che le proprie Guardie denunceranno per bracconaggio chiunque venisse trovato intento nell’attività venatoria, ivi compreso i sequestri di armi e selvaggina, l’Assessore Regionale Agricoltura e Foreste Francesco Aiello, con una nota inviata ieri, specifica ai comandi di polizia siciliani come sia stato il Presidente del TAR di Palermo a determinare che “l’attività venatoria, in questa fase transitoria [ndr: in attesa dell’ udienza collegiale del 25 settembre prossimo] continua ad essere svolta secondo il calendario venatorio dell’anno scorso 2011/2012, pubblicato nella GURS n. 36/2011“. Per le Associazioni protezioniste ed animaliste, oltre che per gli Avvocati che hanno curato il ricorso (vedi articolo GeaPress), si tratta di una interpretazione errata visto che l’Assessore, per riconfermare quanto stabilito nel precedente calendario venatorio, deve nuovamente pubblicarlo in Gazzetta Ufficiale. Un calendario venatorio, sostengono sempre dall’ENPA di Catania, così come anche stabilito nel febbraio scorso dalla Corte Costituzionale, non è Legge ma è un Atto amministrativo che viene emanato con cadenza annuale e ha validità nell’anno in esso riportato.

Quello che però ha creato tanta confusione è in realtà un passo contenuto nel Decreto del TAR Palermo, il quale, tra le premesse, così scrive “Considerato peraltro che, in conseguenza dell’invalidità ed inefficacia dei provvedimenti impugnati deve ritenersi che, anche per la stagione 2012/2013, la caccia sia regolata dal calendario venatorio adottato per la stagione 2011/2012, emanato in conformità alle disposizioni normative – primarie e secondarie – ad esso applicabili”.

Come si regola l’attività venatoria sulla base del precedente calendario?

Per l’Assessore Aiello è di fatto esecutivo, mentre per i numerosi oppositori il vecchio provvedimento, più volte richiamato dal TAR a sostegno della bocciatura di quello attuale, può tornare in vita solo con un nuovo Decreto. Nel frattempo, cioè, vale la sospensiva del TAR. Apriti cielo, per l’Assessore Aiello, “ogni informazione diversa va considerata illegale e costituisce una turbativa artatamente fomentata”. Dunque, secondo l’Assessore che così comunica anche ai comandi di polizia siciliani, c’è qualcuno ha volutamente travisato il provvedimento del TAR.

Viene da chiedersi a questo punto cosa succede nei Comandi Stazione della Forestale e dei Carabinieri, come nei Commissariati di Polizia. Le verifiche partite a raffica sia dal WWF ma anche dal Coordinatore Nazionale del Partito Animalista Europeo Enrico Rizzi, forniscono un quadro desolante. In buona parte nessuno ne sapeva niente, ma dopo l’annuncio dell’Assessore è un po’ come avere le mani legate. Occorrerebbe almeno un Decreto di sospensione del vecchio calendario.

Di fatto in queste ore in Sicilia si è continuato a sparare come prima e dispiace che l’Assessore Aiello, pur richiamando gli estremi della Gazzetta Ufficiale dell’anno scorso, non abbia ritenuto di dovere specificare che proprio in virtù della sua contestata interpretazione, almeno nelle aree SIC e ZPS non è consentito cacciare. “Sembra quasi che la Gazzetta Ufficiale – chiosa Enrico Rizzi – sia morta e sepolta da un comunicato stampa“.

AGGIORNAMENTO:  in data odierna l’Assessore Aiello ha emanato un Decreto ove, oltre a comunicare la sospensione del calendario venatorio 2012-2013,  dispone la regolamentazione dell’attuale stagione venatoria in base al calendario venatoro 2011-2012. Il provvedimento, richiesto anche da alcune Associazioni venatorie, entrarà però in vigore dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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