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GEAPRESS – Lettera delle associazioni CABS e WWF all’ambasciatore italiano a Belgrado Giuseppe Manzo, ove si chiede la diffusione, presso gli italiani che si recano nella Repubblica di Serbia, di informazioni sui divieti in materia di caccia e sulle leggi in vigore. Le due associazioni chiedono inoltre di porre in opera ogni altra iniziativa tesa a limitare il bracconaggio in Serbia da parte di Italiani.

L’intervento fa seguito ai fatti che avrebbero coinvolto un ex Deputato italiano che sarebbe stato pizzicato in attività di caccia con un richiamo vietato.

La stampa, nel tempo, ha reso noto di cruenti episodi di bracconaggio a danno anche di specie particolarmente protette. Fatti causati dai cittadini italiani che si recano all’estero per perpetrare vere e propri stragi di selvatici.

CABS e WWF ricordano che l’avifauna selvatica è patrimonio protetto da Convenzioni Internazionali e Direttive Europee. Anche nei paesi dell’Est Europa le violazioni alle Leggi che tutelano la fauna e regolamentano l’attività venatoria, sono oggetto di sanzioni penali molto severe ed efficaci, grazie ai controlli serrati delle forze di polizia e dei volontari ambientalisti.

I cacciatori che si recano in Serbia – affermano CABS e WWF – devo essere consapevoli che l’uso di richiami, così come l’abbattimento di specie protette è “a criminal act according to Law on Criminal Acts” come ribadito chiaramente da Birdlife Serbia”. Andrea Rutigliano, rappresentante del CABS, e Paola Brambilla del WWF Italia sottolineano come “le associazioni si sono subito messe a disposizione dell’Ambasciata per il supporto nel creare materiale informativo scientificamente adeguato, che possa contribuire a ridurre le mattanza di uccelli migratori”.

E’ altresì noto come carichi di migliaia di uccelli protetti sono destinati al commercio illegale in Italia. Un fatto evidenziato anche dalle numerose indagini del Corpo Forestale dello Stato:

Tre specie sottoposte ad attività venatoria all’estero (tortora selvatica, l’allodola e quaglia), sono oggetto di piani d’azione specifici dell’Unione Europea dal momento in cui le popolazioni selvatiche sono in costante e preoccupante calo. “Ci aspettiamo – commentano CABS e WWF – anche da parte delle Associazioni venatorie italiane una condanna netta di mattanze non più tollerabili, lontane da ogni etica venatoria“. “Stragi – ha aggiunto Filippo Bamberghi Coordinatore Guardie WWF Milano – compiute inoltre con richiami acustici illegali”

La lettera, che sarà inviata anche ai Ministeri italiani competenti in materia e al Corpo Forestale dello Stato, auspica inoltre una collaborazione per uno scambio proficuo di informazioni, tese a reprimere il commercio illecito di fauna selvatica.

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