GEAPRESS – Ecco il bel regalo che graverà sulle tasche dei cittadini a seguito degli scriteriati provvedimenti pro caccia varati in Lombardia per sparare alle specie protette. Per poterlo fare si devono addurre motivazioni scientificamente convalidate. Mentre alla Regione si rinvigoriscono le polemiche dopo gli attacchi dei cacciatori alla giudizievole Lega Nord (vedi articolo Geapress) arriva la condanna della Corte di Giustizia Europea proprio perché la Regione Lombardia, nelle passate stagioni, ha autorizzato la caccia in deroga alle specie protette.

La lezione, ampiamente preannunciata, evidentemente non serve a porre giudizio a tutti, visto che l’UDC è ritornata alla carica in Consiglio Regionale sulla proposta mentre in Veneto si vorrebbe aprire la caccia in deroga, questa volta anche con l’appoggio della Lega.

La cosa ancora più grave è che la caccia in deroga, a sentire gli stessi cacciatori, è stata spinta in modo particolare dai cacciatori bresciani e bergamaschi. Le specie da cacciare, infatti, sarebbero proprio quelle protagoniste dei famigerati impianti di cattura chiamati roccoli, che l’incredibile legge sulla caccia italiana ha trasformato da trappole per uccellini a stazioni ornitologiche.

Proprio nei giorni scorsi il Comando Provinciale di Brescia del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress), ha sequestrato un roccolo abusivo con 150 gabbiette contenenti ognuna un uccellino in avanzato stato di decomposizione. Il sequestro della Forestale era stato preceduto il giorno prima (vedi articolo GeaPress) da una quasi perfetta coincidenza del Senatore Carrara, bresciano di nascita, bergamasco di adozione. Il Senatore, Responsabile Dipartimento Caccia PdL, aveva avanzato critiche e supposizioni proprio sulla Forestale di Brescia. Attendiamo ora il suo intervento in merito alla decisione della Corte di Giustizia che farà pagare a tutti i quanti le scriteriate leggi regionali spara tutto ma scientificamente.

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