GEAPRESS – “Ritengo che la ripetuta concessione di deroghe incompatibili con la direttiva Uccelli 2009/147 costituisca una violazione particolarmente grave del diritto ambientale Ue”. Questa è la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik alla lettera di Andrea Zanoni e Niccolò Rinaldi (IdV) con la quale i due eurodeputati denunciavano l’inutilità delle modifiche introdotte sulla caccia in deroga in Italia.

Vi confermo che i miei servizi stanno valutando tutte le informazioni disponibili per valutare se le Autorità italiane stiano assicurando, sia a livello nazionale che regionale, piena esecuzione della sentenza della Corte di Giustizia Ue del 15 luglio 2010 – scrive Potocnik – La Commissione non esiterà a presentare un secondo ricorso dinanzi alla Corte Ue proponendo l’imposizione di sanzioni pecuniarie contro la repubblica italiana qualora venissero concesse ulteriori deroghe illegittime”.

Si tratta delle “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” (proposta governativa all’art. 19 bis della legge nazionale 157/1992) che avrebbero dovuto costituire la risposta alla messa in mora dell’Italia per il non adeguamento alle sentenze di condanna della Corte di Giustizia europea e al continuare della caccia in deroga anche a specie protette dalla Direttiva Ue Uccelli. Mancano alcune precisazioni cruciali come un unico controllore a livello statale con poteri di intervento immediato in caso di provvedimenti regionali illegittimi. Inoltre il parere dell’ISPRA viene equiparato al parere degli istituti regionali e non viene considerato vincolante ma puramente consultivo. Viene consentito alle regioni di creare degli Istituti regionali utili solo per dare dei pareri più facilmente “addomesticabili” in tema di caccia in deroga.

La situazione di illegalità – ha dichiarato Andrea Zanoni – in cui l’Italia, e soprattutto alcune regioni come Veneto e Lombardia, sta sprofondando è ormai paradossale. Mi auguro che questo ennesimo avvertimento dell’Ue serva a far fare un passo indietro a quegli amministratori locali disposti a tutto pur di accontentare la lobby dei cacciatori. Anche perché – attacca Zanoni –nel caso scattassero le sanzioni europee, farò tutto il possibile affinché la Corte dei Conti bussi a casa di Zaia, Formigoni e compagni”.

Il fatto che la Commissione – aggiunge Niccolò Rinaldi – stia già valutando le informazioni disponibili delle autorità italiane in merito a ulteriori deroghe e che sia pronta a proporre sanzioni pecuniarie verso il nostro Paese rende chiaro ora più che mai che la pratica della caccia in deroga deve essere assolutamente bandita. Ci auguriamo quindi che il Governo italiano agisca prontamente verso le autorità locali per contrastare questa pratica che non solo è costante fonte di controversie e irregolarità con l’Ue ma impoverisce le tasche dei contribuenti italiani”.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati