GEAPRESS – Nuovo effetto della lettera di messa in mora dell’Italia da parte della Commissione UE, che è così intervenuta sulla cosiddetta caccia in deroga. Dopo la Lombardia che ha frettolosamente ritirato le leggi regionali sulla caccia in deroga (uccidere, cioè, specie protette e particolarmente protette) e sui richiami vivi, è ora la volta della Liguria. Ieri sera, il Consiglio Regionale ha definitivamente annullato la propria deliberazione del 27 settembre scorso, con la quale autorizzava i cacciatori richiedenti all’abbattimento dello storno. Il tutto in deroga alla normativa statale e comunitaria. Ne danno comunicazione le sezioni liguri di LAC, WWF, VAS, LIPU, ENPA e LAV.

Tutto ha inizio il  24 novembre scorso, quando la Commissione europea, richiamando nelle motivazioni della lettera di messa in mora il solo formale (ovvero la presa in giro) adeguamento della legislazione venatoria alla prima condanna del 2008, imponeva all’Italia una risposta esaustiva. Ultima strada per evitare una procedura di infrazione che potrebbe comportare un multa minima che si aggira tra i dieci e i venti milioni di euro. Soldi che dovrebbero sborzare i cittadini per colpa delle scelte venatorie di Lombardia, Liguria, Toscana e Veneto. Multa che, secondo un recente calcolo pubblicato dal quotidiano La Repubblica, potrebbe però raggiungerel’iperbolica cifra di un miliardo e duecento milioni di euro. 850.000 euro per ogni giorno di caccia in deroga.

Sul banco degli imputati, in modo particolare, il provvedimento ammazza storno della Liguria. 120.000 poveri stornelli per le canne dei fucili dei cacciatori liguri. Uno sballo venatorio che rischia, però,di essere pagato da tutti i contribuenti. Non solo. La regione Liguria aveva gettato al vento alcune decine di migliaia di euro, per uno studio sui pericoli che lo storno arrecherebbe all’agricoltura. Aveva, però, ottenuto solo un clamoroso autogol, ovvero lo stesso risultato di altro studio di dieci anni prima. Nussuno dei danni paventati e sbandieri ai quattro venti ad uso e consumo dei fucili.

L’incredibile caccia in deroga era stata resa possibile grazie ad un asse PD-Lega-PDL. Un vergognoso tirarsi delle simpatie venatorie che portò, tra l’altro, PD e PDL a giocare su chi aveva più dell’altro ascoltato i cacciatori. Ora la resa, ovvero, dichiarano le associazioni, la fine di una buffonata. Da oggi, chi uccide uno storno commette reato.

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