GEAPRESS – Dal bambino morto a Pantelleria (vedi articolo GeaPress) a quello deceduto in provincia di Nuoro (vedi articolo GeaPress) più i tanti altri incidenti di caccia.

Cento vittime in 40 giorni effettivi di caccia, riferisce l’Associazione Vittime della Caccia. Tutto inserito nell’interpellanza parlamentare urgente presentata dall’On.le Fiorella Ceccacci Rubino e firmata da altri trenta parlamentari PdL lo scorso 3 dicembre 2012 (SCARICA INTERPELLANZA). Destinatari dell’Atto Parlamentare il Ministro degli Interni e delle Politiche Agricole e Forestali.

Visite mediche ancora consentite ogni sette anni, con una popolazione di cacciatori sempre più anziana. Permesso di potere sparare anche nei terreni privati, norme di sicurezza (come quella delle distanze minima da case e strade) senz’altro da rivedere. Tutto sottolineato nell’atto parlamentare assieme alle soluzione proposte.

Finalmente una presa di coscienza nuova sui problemi connessi ad un’attività venatoria oramai decontestualizzata dal territorio italiano e dal vivere civile” dichiara Daniela Casprini, presidente dell’Associazione Vittime della Caccia.

Secondo l’Associazione sempre più cittadini invocano una drastica riduzione della caccia e una intensa vigilanza sul territorio. Poi i controlli su quelli che Daniela Casprini definisce gli esercenti di questa attività armata.

Sarebbe auspicabile – aggiunge la Presidente dell’Associazione Vittime della Caccia – una seria riforma della legge sulla caccia tesa non più a stabilire dove non si può cacciare ma dove e se questo è compatibile con il contesto antropico, faunistico-ambientale e sulla base di criteri di pubblica sicurezza applicati sul territorio“.

Soddisfazione, dunque, per la presentazione dell’interpellanza. Un ascolto, in altri termini, della richiesta dell’Associazione Vittime della Caccia di verificare quanto sia ancora compatibile la caccia così come oggi esercitata, a vent’anni dall’approvazione della legge 157. Quesiti, nati dall’accoglimento delle testimonianze di chi subisce la caccia e dalle notizie di cronaca nera che riportano i macabri numeri, peraltro in aumento.

Questi gli ultimi dati forniti dall’Associazione Vittime della Caccia: dal 1 settembre al 2 dicembre 2012, 100 le vittime. Si tratta di 23 morti e 77 feriti. Di questi, tra i non cacciatori si registrano 6 morti e 17 feriti. I minori sono sette (quattro morti e tre i feriti). Settantasette invece le vittime tra i cacciatori. 17 i morti e 60 i feriti.

Sul dato però bisogna fare alcune considerazioni. Secondo l’Associazione Vittime della Caccia è inquietante pensare che non si tratta di cifre annuali, ma corrispondenti ai soli tre mesi dall’inizio di questa stagione venatoria. Tale arco temporale si riduce notevolmente se si pensa che sono cinque i giorni a settimana dedicati alla caccia (quindi circa 60 giorni dedicati alla caccia in questi 3 mesi). Tra questi solo tre fruibili a scelta del cacciatore, ne consegue che non sono neppure 40 i giorni effettivi svolti di caccia in cui però sono avvenuti ben 100 casi d’incidenti per mano di cacciatori, con morti e feriti. Un quadro, sottolinea Daniela Casprini da allarme sociale.

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