GEAPRESS – Colpito alla testa durante una battuta al cinghiale. Indignazione, sconcerto e vergogna. Solo questa può essere la reazione, ad avviso dell’Associazione Vittime della Caccia, per la morte, avvenuta alle prime ore di oggi, del dodicenne che domenica scorsa era rimasto gravemente ferito nel corso di una battuta di caccia al cinghiale in provincia di Nuoro. Per l’Associazione non ci sarebbero peraltro dubbi sul fatto che quel minore, nel corso della battuta, non avrebbe dovuto esserci.

Duro l’elenco delle giovani vittime che ad oggi, a partire dal primo settembre 2012, riporta tre casi di ferimenti ed addirittura tre morti. Incidenti di caccia o comunque conseguenti alla mancata custodia dell’arma. L’Associazione Vittime della Caccia li elenca tutti.

17 ottobre – LUCCA: bimbo impallinato al viso nel cortile di casa
17 ottobre – PERUGIA: 2 bimbe ferite a casa dal fucile dello zio lasciato carico
20 ottobre – PAVIA: 16enne ucciso da amico 17enne durante una battuta di caccia
20 ottobre – BRESCIA: 13enne suicida con il fucile da caccia del padre
11 novembre – NUORO – 12enne morto, dopo il ferimento durante una battuta di caccia.

Dati che dovrebbero fare riflettere anche sulla pericolosità insita nell’uso delle armi e responsabilità di chi li usa.

Va ricordato a tal proposito – dichiara Daniela Casprini, presidente dell’Associazione Vittime della Caccia – che le associazioni venatorie nel 2009 hanno avuto la sfacciataggine di proporre addirittura la caccia a 16 anni“.

L’Associazione spiega inoltre il perché portare minori a caccia sarebbe illegale. Per attività venatoria, infatti, non si intende solo lo sparare ma anche l’aggirarsi in atteggiamento venatorio alla ricerca della preda (comma 3 art.12 legge 157/92). La stessa legge, medesimo articolo, al comma 8 dispone che l’atteggiamento venatorio sia vietato ai minori di 18 anni di età.

Quanto accaduto non può non avere rilievo penale, non può non imporre un totale ripensamento sul piano legislativo e giuridico nei confronti della caccia – aggiunge Daniela Casprini – Fare la conta degli incidenti di caccia siamo stanchi e preoccupati del numero sempre crescente di vittime: quando poi a cadere sono dei bambini, allora l’indignazione si fa rabbia!“.

Per l’Associazione Vittime della Caccia è tempo di fermare quello che definisce il massacro di umani e di fauna selvatica. Insomma “basta alla caccia”, riferisce la Casprini.

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