GEAPRESS – E’ di ieri la notizia del parere dell’ISPRA rilasciato all’On.le Andrea Zanoni (vedi articolo GeaPress), sui gravi danni che la prossima apertura della caccia potrebbe causare alla fauna stremata da un’estate particolarmente calda e siccitosa (SCARICA PARERE ISPRA).

Oggi, invece, un’importante iniziativa dei fondatori de “La Coscienza degli Animali” ovvero gli ex ministri Michela Vittoria Brambilla e Umberto Veronesi, ed i garanti del suo Manifesto, Susanna Tamaro, Franco Zeffirelli, Elio Fiorucci, Vittorio Feltri, Edoardo Stoppa, Don Luigi Lorenzetti, Maurizio Costanzo, Dacia Maraini. Con una “lettera aperta” inviata al Presidente del Consiglio, ai Presidenti delle Regioni e ai Presidenti delle associazioni venatorie, si chiede la proclamazione di un vero e proprio “stato di calamità naturale” per la fauna selvatica, “con conseguenti provvedimenti di tutela” delle popolazioni animali in difficoltà, la sospensione della stagione venatoria. La lettera inviata anche ai responsabili delle Associazioni venatorie chiede altresì all’appello degli stessi cacciatori all’appello.

Sono sotto gli occhi di tutti – scrive il movimento da sempre per l’abolizione della caccia – le devastanti conseguenze, che affliggono la natura e gli animali per la perdurante siccità di quest’anno. Le creature che vivono libere nei boschi e nelle campagne sono agonizzanti per la sete. Se non hanno già perso la vita negli incendi. Le elevate temperature, la mancanza di precipitazioni, l’assenza di rugiada notturna sottopongono le specie animali ad uno straordinario stress fisico, con effetti devastanti sulla dinamica delle popolazioni. Quando le fonti idriche sono ridotte e disperse, il maggior dispendio energetico necessario per raggiungerle rende più difficile la riproduzione ed è causa di elevata mortalità soprattutto tra gli individui più giovani, per i quali aumenta il rischio di contrarre malattie e di essere predati. C’è penuria di bacche, semi e insetti, che rappresentano la base della catena alimentare. Non c’è più erba né ci sono foglie, gli alberi stanno morendo. Con il prosciugamento delle zone paludose, tendono a ridursi o addirittura a sparire gli habitat acquatici“.

Insomma, proseguono i garanti “Viviamo una vera e propria tragedia, una situazione di emergenza e in queste condizioni, autorizzare l’attività venatoria equivarrebbe ad infliggere il colpo di grazia ad intere generazioni di animali, già falcidiate dalla siccità, violando la lettera e lo spirito della direttiva 147/2009 CE che consente la caccia solo se non danneggia le popolazioni di uccelli selvatici. E violando il buon senso, ancor prima della legge. Perché non si può sparare a povere creature già moribonde, sarebbe come imbracciare il fucile in un campo di sterminio”.

Di qui l’appello. “Ci rivolgiamo dunque a tutte le coscienze, secondo la responsabilità di ciascuno, per la fauna selvatica, con conseguenti provvedimenti di tutela e sostegno per le popolazioni in difficoltà; ai presidenti di Regioni perché si adoperino per non dare avvio alla stagione venatoria“.

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