fulvio mamone capria
GEAPRESS – Una buona notizia, secondo il presidente della LIPU-Birdlife Italia Fulvio Mamone Capria(nella foto): i cacciatori sono sempre meno.

Un calo definito costante ed inesorabile e che avrebbe portato a poco più di 600.000 i seguaci di Diana. Ci sono poi i dati in negativo delle “roccaforti venatorie” come nel caso della Lombardia.

Ancora troppi, per i nostri gusti – afferma Fulvio Mamone Capria – ma molto di meno rispetto al passato. Segno che l’Italia e gli italiani non amano i fucili e chiedono di vivere la natura con intelligenza e rispetto”.

Se però il  numero dei cacciatori sembra in declino, non va meglio per quanto riguarda la normativa.

Caccia alle specie in declino, calendari venatori che non rispettano le indicazioni comunitarie e dell’Ispra, uso di richiami vivi e bracconaggio. Questo, ad avviso della LIPU, il preoccupante scenario della nuova stagione venatoria che partirà domenica 21 settembre. Ben 13 Regioni hanno anticipato fissando le “preaperture” già dal 1° settembre. Una decisione che avrebbe comportato, come ogni anno, gravi danni essendo effettuata in periodo riproduttivo: tra le vittime tortora selvatica, alzavola, marzaiola, quaglia, beccaccino e numerose altre specie.

Anche quest’anno le doppiette colpiranno uccelli selvatici che, ad avviso della LIPU, soffrirebbero di uno stato di conservazione sfavorevole. Si tratta di 18 specie su 32, dal moriglione alla marzaiola, dalla coturnice al fagiano di monte, dalla quaglia alla pavoncella fino all’allodola e al combattente. Solo quest’ultimo, con la moretta, sono state escluse da alcune Regioni, dalla lista delle cacciabili. In realtà le regole prevedono che, in attesa di adeguati piani di gestione, si debba sospendere per tutte le specie in declino, in via cautelativa, l’attività venatoria.

Inoltre, i calendari delle Regioni rispettano solo in parte le indicazioni comunitarie recepite in Italia dall’art. 42 della legge comunitaria 2010: per molte specie, infatti, si sparerà in gennaio, in periodo di migrazione pre nuziale.

Purtroppo molte Regioni faticano ancora a tenere in conto la biodiversità – ha aggiunto Fulvio Mamone Capria – continuando a varare calendari venatori che rispondono più alle esigenze del mondo venatorio che della conservazione della natura“. Un Paese, ad avviso del Presidente LIPU, dove gli animali verrebbero massacrati senza considerare la loro biologia.

Dito puntato anche contro le associazioni dei cacciatori ed i ripopolamenti di animali che vengono ora accusati come causa di danni alla biodiversità e all’agricoltura. C’è poi il problema della vigilanza, scarsa nonostante la circolazione di milioni di armi e le numerose vittime di incidenti di caccia, anche estranee all’attività venatoria. Valichi e punti di passo dei migratori che diverrebbero luoghi di  strage di uccelli perpetrata da “sparatori” agguerriti, dove si tenta di far entrare le doppiette nei parchi e nelle aree protette.

«Inoltre – prosegue il presidente Lipu – la stagione ripartirà con l’utilizzo degli odiosi richiami vivi, una vergogna italiana che continua nonostante la campagna Lipu, sostenuta da numerose associazioni e da centinaia di migliaia di firme di cittadini, che ne chiede l’abolizione totale, e la procedura d’infrazione comunitaria, che rischia, in assenza di novità legislative, di portare l’Italia e gli italiani a pagare in vece dei cacciatori”.

Ci opponiamo e continueremo ad opporci – ha concluso Fulvio Mamone Capria – con ogni mezzo a questo degrado civico”.

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