caccia manifestazione
GEAPRESS – Intervento dell’Associazione Vittime della caccia, dopo i tragici fatti avvenuti in provincia di Salerno, dove un bambino di 12 anni è rimasto colpito dal colpo di fucle esploso da un cacciatore, sembra nel corso di una battuta di caccia al cinghiale.

Stante quanto riportato dalla stampa, il bambino dovrebbe ancora essere in rianimazione con un polmone perforato. Si tratta, però, del secondo minore di questa stagione venatoria che rimane tragicamente coinvolto. Vi è infatti un quindicenne della provincia di Treviso che, sul finire di settembre, mentre si trovava in sella alla bicicletta, è stato investito e ferito dai pallini da caccia.

A fine stagione venatoria sarà un Dossier dell’Associazione Vittime della caccia ad elencare morti e feriti di questa stagione venatoria, visto che nessun altro, specie in ambito venatorio, sembra fare altrettanto.

Intanto fanno riflettere i dati riferibili a raccolte di articoli di stampa  e relativi all’arco di tempo compreso tra la stagione venatoria 2007-2008 fino al 26 dicembre 2015, ovvero otto stagioni e messo. I bambini morti sarebbero 11, mentre 23 i feriti.

L’Associazione Vittime della caccia punta il dito direttamente sulle battute di caccia la cinghiale. Questo sia per il numero di incidenti che si rilevano ma anche per la tipologia di intervento che sarebbe attuato con l’utilizzo di armi capaci di gittate di chilometri e per le quali la legge sulla caccia prevede il rispetto della distanza pari ad una volta e mezzo la gittata stessa del fucile. Sono questi requisiti minimi previsti dalla legge 157/92 (art.21 comma lett. a), e) ed f) da applicare durante questa pericolosa attività, ma anche e soprattutto nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza.

Quindi – afferma l’associazione – basta ipocrisie e termini fuorvianti, quali “tragiche fatalità”, “incidente di caccia”: laddove si pongono tutte le condizioni affinché un “incidente” avvenga…come si può definire tale? Siamo di fronte ad eventi che ogni anno mietono vittime di ogni specie, anche umana, nel totale e assordante silenzio dei media e delle istituzioni, su tutto il territorio nazionale e anche tra gli abitatii e nei giardini privati, nel totale spregio delle leggi e del Dritto sacrosanto al quieto vivere”.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati