beccaccia
GEAPRESS – “Rischiavamo seriamente l’apertura di una nuova procedura d’infrazione. Per fortuna invece il Governo è intervenuto approvando nel Consiglio dei Ministri di ieri, l’utilizzo del potere sostitutivo, chiudendo la caccia a tre specie e bloccando nel modo migliore questa vicenda“. In tal maniera Legambiente commenta il provvedimento ieri approvato in sede di riunione di Consiglio dei Ministri (vedi articolo GeaPress).

Già qualche giorno fa Legambiente aveva sollecitato le Regioni italiane a modificare i loro calendari venatori (vedi articolo GeaPress ). Molte Regioni, riferisce la nota dell’associazione, continuavano ad autorizzare la caccia a 19 specie di uccelli in cattivo stato di conservazione in assenza dell’approvazione di specifici piani di gestione-conservazione e a 9 specie di uccelli durante la fase di migrazione prenuziale. E l’Ue – con il Caso EU Pilot 6955/14/ENVI – aveva già avvisato l’Italia del rischio di apertura di una nuova procedura. A meno che le Regioni non avessero modificato i loro calendari venatori a tutela delle specie sopracitate entro il 19 gennaio.

La decisione del Consiglio dei Ministri di ieri , su sollecitazione del Ministro Galletti, ha quindi ridotto le possibilità dell’apertura di una nuova procedura d’infrazione e chiuso la caccia all’inizio della migrazione prenuziale di beccaccia, cesena e tordo bottaccio, così come chiede la scienza e l’Europa.

Purtroppo, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche e Umbria, pur consapevoli di tale quadro conoscitivo, avevano comunque scelto di andare avanti col loro calendario, appellandosi a quelle che Legambiente definisce “incongruenze normative e mostrando, nei fatti, scarsissima attenzione verso la maggioranza dei cittadini che avrebbero pagato le conseguenze della nuova procedura se il Governo non avesse approvato l’utilizzo del potere sostitutivo e consentito di chiudere dignitosamente questa vicenda”.

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