Caccia chiusa – la LIPU: maglia nera a Sardegna e Lazio
Il Sud più rispettoso delle regioni del Nord Italia.
GEAPRESS – Lombardia, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna e Lazio. Sono queste le Regioni italiane che a giudizio della LIPU hanno ignorato le disposizioni dell’art. 42 della legge Comunitaria 2010, che prevede misure a tutela degli uccelli selvatici come la chiusura anticipata della caccia a tordi, anatidi e beccaccia e la sospensione della cacciabilità di specie in sofferenza.
Per la LIPU le Regioni in assoluto più indisciplinate, tra quelle sopra elencate, sono il Lazio e la Sardegna. Questo perché nonostante le sentenze di Consiglio di Stato e del TAR che ne hanno bocciato il calendario venatorio, hanno consentito il proseguo della stagione, in clamorosa violazione di giudicato. Un fatto gravissimo che ha spinto la LIPU a sporgere denuncia a Procure e Corte dei Conti per perseguire penalmente i protagonisti. Una linea dura che verrà riproposta e rafforzata a partire dal prossimo anno.
Non mancano però gli aspetti positivi, sebbene ancora pochi, sempre secondo la LIPU. Chi ha acceso qualche luce nel buio panorama del mondo venatorio italiano, sono state le regioni meridionali. Sono soprattutto loro, con la Puglia in testa, le più rispettose delle disposizioni di cui all’art. 42 della legge comunicatoria 2010. Un richiamo pervenuto dall’Europa, recepito già due anni addietro ma ancora diffusamente disatteso anche in maniera clamorosa. E che dire di regioni come il Veneto e la Lombardia che hanno autorizzato l’abbattimento, con deroga “per divertimento” (dunque non per danni all’agricoltura, dicono sempre alla LIPU) di oltre 1 milione di animali, tra cui mezzo milione di fringuelli, oltre 400mila storni e altre decine di migliaia di esemplari tra peppole, pispole, pispoloni e frosoni.
Ad ogni modo per la stagione 2011-2012 la caccia è (quasi ovunque) chiusa, salvo quella di cosiddetta selezione e di frodo. Quest’ultimo fenomeno, a dire il vero, fin troppo evidente anche in periodo di caccia aperta. Sul bracconaggio i fronti caldi si sono confermati il bresciano e la Sardegna (vedi articolo GeaPress), dove i volontari LIPU hanno rimosso un’enorme quantità di trappole da uccellagione disseminate nei boschi. Nel basso Sulcis, rimosse 8mila trappole per tordi, frosoni e pettirossi e denunciati sette bracconieri; nel bresciano rimossi due quintali di archetti e trappole in acciaio. Da segnalare anche i gravi episodi di bracconaggio e caccia selvaggia con decine di rapaci impallinati e ricoverati nei centri recupero LIPU, le stragi di uccelli acquatici nel Delta del Po con l’utilizzo di apparecchiature vietate e l’ “esecuzione” a bruciapelo, in mare presso Porto Ercole (GR), di un cinghiale sfuggito a una battuta di caccia sulla terraferma (vedi articolo GeaPress).
“Salutiamo con favore i piccoli cambiamenti positivi in alcune regioni – dichiara Fulvio Mamone Capria, Presidente LIPU – ma deprechiamo la situazione di diffusa illegalità, spesso “legalizzata”, che ancora vive la caccia in Italia. Dalla prossima stagione intensificheremo le azioni penali avviate quest’anno contro la cattiva amministrazione della materia. E’ tempo che la parola legge diventi qualcosa di più concreto, a tutti i livelli, anche per la tutela degli animali selvatici”.
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La caccia in deroga è una vergogna, altro che tradizione. Come è stato ampiamente documentato da diversi video, è un sadico tiro al bersaglio per divertimento. Spero che si ponga la parola FINE a questo scempio della natura, considerando che si vanno a colpire anche specie UTILI all’agricoltura (quindi l’ennesimo controsenso venatorio) come pispola e prispolone, una specie forestale stupenda come il frosone, che solo un pazzo ucciderebbe, e due specie migratrici che arrivano da noi solo in inverno (la peppola in questi anni latita un po’). Basta con questi massacri per divertimento, uccellini di pochi grammi che non ha proprio senso uccidere.
Ignorare le disposizioni Comunitarie, del Consiglio di Stato e del T.A.R., dà l’idea dell’arroganza e dell’ignoranza (vanno a braccetto) degli amministratori e dei cacciatori; taluni per consensi, gli altri per puro piacere.
Continuo a sostenere la tesi che gli amminisratori locali che consentono tali deroghe devono pagare, in prima persona, seguiti dai beneficiari (cacciatori) le sanzioni inflitte dalla Comunità europea e non distribuirle su tutti i cittadini sotto forma di tasse “occulte”.
Cari Amministratori, il consenso che ottenete dai cacciatori con le deroghe, ha un prezzo e proprio per questo ritengo giusto che le sanzioni comunitarie devono essere a carico Vostro.
Infatti le deroghe non vanno bene, bisogna rimettere subito lo storno in calendario senza stare tanto a succhiellare il numero lo consente e la storiella della possibilità di confondere lo storno (rosa o rosso non ricordo, un specie che conta pochi esemplari) con quello vulgaris non regge più, basta con queste infinite contese con TAR e leggi regionali cacciabile sul tutto il territorio nazionale dall’apertura alla chiusura.
Povero storno, chissà cosa ha poi fatto di male…
Non è che biosgna rimettere lo storno perché molti di voi si divertono a impallinarlo, se resta nella lista delle specie protette, basta. La caccia ai piccoli uccelli va fermata in toto, se non in caso di condizioni eccezionali (per le quali appunto sarebbero previste le deroghe).
Lo storno comune si confonde con lo storno roseo anche se il piumaggio è piuttosto diverso, ovvio che in condizioni di scarsa luminosità o distanza non è certo possibile distinguerli.
Ok Lorenzo e gli storni rosei mi sai dire dove si possono trovare? credo in Sardegna e in qualche sparuta colonia, con questo vabbene proteggerli ma lo storno vulgaris ce ne sono miliardi!! e non voglio nemmeno incastrarci la questione dei danni perchè sono uno che non piace legare la caccia hai danni derivati dalla fauna selvatica, la caccia e caccia a prescindere da altre questioni. La questione non è che ha fatto nulla di male come l’agnello!! è cibo e a me piace procurarmi il ciba da solo e non per procura di qualcun’altro!
Speriamo davvero che le associazioni ambientaliste e in particolare quelle attente al benessere e alla protezione degli animali abbiano intrapreso la strada giusta, di sicuro l’ha intrapresa Zanoni che, senza xdere troppo tempo, tra TAR, Consiglio di Stato e Uffici Regionali ricorre direttamente in sede europea e i risultati sono davvero miracolosi …. vedi Lombardia sulle deroghe e vedi Liguria sul caso storno, animaletto garrulo, intelligente e interamente degno di vivere la propria esistenza in serena pace, senza tanti schioppi puntati contro (capito Fiore????)! Chi non ha ancora risolto il complesso infantile del soldatino se ne vada a tirare al poligono e la faccia finita con tutto il resto, poiché davvero nella società moderna non dovrebbe esserci più spazio per la barbarie, legalizzata o meno che sia!
@Fiore: Credo anch’io che il pericolo di abbattimento dello storno roseo non sussista, almeno per buona parte del territorio, ma di storni a miliardi non ce ne sono, anche se è una specie in buono stato di conservazione (ma se confrontato con un periodo più lungo allora lo stato diventa in diminuzione). Comunque al momento risulta essere specie protetta a livello europeo e come tale è.
Se desidera procurarsi da solo il cibo nulla le vieta di allevare animali a tale scopo, ha un’ampia scelta, ma questo non giustifica l’abbattimento di un patromonio che è indisponibile, come la fauna selvatica. Questo è a mio giudizio il più grande errore nella gestione venatoria, svendere il patrimonio faunistico sotto pagamento di una tassa. Non si può farlo. Paradossalmente sarei disposto a pagarne una affinché non si possano più cacciare i piccoli migratori.
“la storiella della possibilità di confondere lo storno (rosa o rosso non ricordo, un specie che conta pochi esemplari) con quello vulgaris non regge più”
Ma infatti: perchè si dovrebbe pensare che qualcuno che non distingue chinghiali da uomini, lepri da cani, quaglie da persone, fagiani da cugini, pony da cinghiali, fagiani dalla testa del proprio compagno di battuta (tutti fatti realmente accaduti… alcuni anche diverse volte!), possa confondere lo storno rosa o rosso con quello vulgaris????? :)))) La storiella della possibilità di confondere non regge più!!!!! :))))
lo sai Una cosa Frank, sempre di più mi viene da pensare che l’uomo non stia smettendo di usare astuzia cinismo e anche violenza ma che invece stia solo cambiando obbiettivo quello che serve nella caccia e cioè osservazione ricerca studio velocità d’eseguzione tenacia astuzia e anche inevitabilmente violenza ( non si uccide per sport ) verso i propri simili mi sa che sta diventando cannibale anche se trova tutte le scuse per giustificare tutte le malefatte del mondo a partire dalla plastica per finire con i cosmetici non trova più giusto quello che è stato la prima fonte sostenibile d’alimentazione e di sopravvivenza ….. l’uomo è il più grosso e grasso ipocrita della storia dl pianeta su questo non ho dubbi!
Signor Fiore continui a scrivere sul sito http://www.ilcacciatore.com insieme ai suoi amici che amano ammazzare animali inermi.
Come bekea che scrive “Bekea1 febbraio 2012 at 00:03 # Dai Fiore che siamo in buona compagia su geapres se mi pubblicano il post.Facciamoli arabbiare stì animalisti.”
Gli ecologisti, animalisti, ambientalisti li chiami come vuole, con diverse sfumature hanno a cuore i diritti degli animali, la tutela della biodiversità, l’amore incondizionato per la natura. Temi complessi che che coinvolgono scienza, etica, filosofia, religione.
A voi interessa solo ammazzare. La caccia va abolita. Punto e basta!
per Pippo: l’avevo scritto che sono persone semplici e magari un po sceme
Sig Pippo, direi che in granparte sono d’accordo con lei aggiungo il fatto d’essere cacciatore come le un gatto o un carnivoro onnivoro qualsiasi! crede che io non abbia a cuore l’ambiente e gl’animali! crede davvero che a me interessa solo uccidere! evidentemente non mi conosce e non conosce la gran parte dei cacciatori che per l’ambiente vivono a differenza magari di qulache animalista da salotto che fa più danni di mille bracconieri con i suoi comportamenti antiecologici! Poi io parlo per me conosco Bekea e non è nulla di strano ma io scrivo qui perchè mi piace confrontarmi con chi la vede differente da me!
Vi leggo regolarmente su ilcacciatore, il vostro solo interesse è sparare. Fringuello, peppola, cacciare a febbraio ad agosto, depenalizzare i reati, opporsi ai parchi e via discorrendo. Mai una parola sulla distruzione dell’ambiente, la cementificazione. vede, la differenza è sostanziale, noi ci preoccupiamo della Lycaena dispar (vada a vedere di cosa si tratta, dubito che lo sappia) così come degli storni. Non dubito che alcuni cacciatori, ne conosco moltissimi, si preoccupino anche di tutelare l’ambiente naturale ma sono come mosche bianche. Continui pure a scrivere su queste pagine ma eviti di spiegarci quanto siete bravi e buoni.
finalmente si spara anche a febbraio almeno per queste due giornate recuperiamo, non vedo l’ora, lipu ci siete rimasti male?