GEAPRESS – Anche i cacciatori toscani, come quelli umbri (vedi articolo GeaPress). Pur con delle differenze vogliono anche loro la preapertura della caccia ai primi di settembre per una miriade di specie sia acquatiche che terrestri. Secondo i cacciatori toscani andrebbero sparati anche piccioni e cormorani rei di arrecare danni. Non si capisce però quali verifiche siano state condotte su questi danni. La legge, infatti, prevede gli interventi su talune specie se opportunamente verificati, ovvero studiati, i presunti danni. Nella foga venatoria, infatti, i cacciatori rischiano di autoflagellarsi. In attesa di conoscere quante colpe abbiano commesso le nostre colombe, basti considerare quello che è avvenuto in Sicilia, ove si è tentato di autorizzare la caccia la cinghiale, senza alcun censimento e stima dei danni. Lo stesso Direttore del Parco delle Madonie, pro caccia al cinghiale, ha recentemente dichiarato che i censimenti sono in corso. L’anno scorso, con la complicità dell’Assemblea Regionale Siciliana, si ottenne una legge ove teoricamente si poteva sparare anche all’uomo, che fu per fortuna bocciata dal Commissario dello Stato. Stranamente finì la gran cassa dei danni all’agricoltura ed il parco si decise a far svolgere i censimenti ancora in corso.

In Veneto, come al solito, volano invece parole grosse. Il Calendario Venatorio dell’Assessore Stival è passato grazie alla Lega Nord, ora accusata di posizioni filo ambientaliste assieme alla Federcaccia. Questa, secondo la Presidente dell’ Associazione Cacciatori Veneti, si sarebbe defilata dalle posizioni di tutte le altre associazioni venatorie assecondando così la Giunta Regionale la quale sembra aver voluto tutelare gli interessi clientelari di alcuni dirigenti venatori piuttosto che tutelare i diritti della stragrande maggioranza dei cacciatori veneti”.(GEAPRESS).