GEAPRESS – Dopo il pronunciamento del TAR Palermo che ha sospeso l’attuale calendario venatorio, sembrava che la caccia fosse di fatto interdetta (vedi articolo GeaPress). Nel pomeriggio, però, è sopraggiunto un comunicato dell’Assessore Regionale Francesco Aiello, nel cui Assessorato Agricoltura e Foreste è stato redatto il calendario ora impugnato. Per l’Assessore la stagione di caccia prosegue senza interruzioni. Questo perché, riferisce sempre l’Assessore, ci sono “le regole gia’ stabilite dal calendario venatorio 2011-2012 e che sostanzialmente non si discostano dalle regole di quest’anno“. Quest’ultimo calendario venatorio, riferisce la nota, e’ disponibile sul sito della Gazzetta ufficiale della Regione siciliana (Gurs n. 36 – 2011).

Pochi minuti dopo arriva però un comunicato infuocato del WWF. “La caccia è sospesa senza se e senza ma” dichiara Ennio Bonfanti coordinatore regionale delle Guardie giurate del WWF secondo il quale chi imbraccerà la doppietta sarebbe addirittura passibile di sanzioni penali al pari di un bracconiere. Per il WWF le dichiarazioni dell’Assessore sarebbero gravissime e giuridicamente infondate. Il TAR ha fatto riferimento alla buona impostazione del precedente calendario venatorio, tant’è che nel 2011 non venne neanche proposto al giudizio del TAR. Cosa ben diversa, riporta sempre il WWF, è il “riesumare” tramite comunicato stampa un provvedimento che non ha più alcuna efficacia giuridica essendo spirato il termine della sua validità. Il WWF, già nelle scorse ore, ha inviato una nota urgente alle Prefetture ed a tutti gli organi di Polizia, informandoli della decisioni del TAR.

Sulla stessa linea d’onda sono i quattro avvocati (Bonanno, Crosta, Giudice e Giuliano) che per conto di Legambiente, MAN e LIPU hanno curato il ricorso. In particolare, con nota dell’Avvocato Nicola Giudice, del Foro di Palermo, è stato così riferito: “La caccia in mancanza di provvedimenti amministrazioni di attualizzazione del calendario venatorio precedente, è sospesa. L’amministrazione regionale ha il dovere di ottemperare a quanto scritto nel decreto del Presidente del Tar nel rispetto delle normative comunitarie, nazionali e regolamentari. Tra l’altro un provvedimento amministrativo andrebbe pubblicato anche secondo le forme richieste e non, come sembrerebbe, medianti semplici comunicati stampa. Questo nel rispetto del principio del buon andamento della pubblica amministrazione e della normativa sul procedimento amministrativo.”

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