andrea zanoni
GEAPRESS – Il Disegno di Legge 588 recente “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2013” ed ora approdato alla Camera dei Deputati, ha già un importante eco in sede di Parlamento Europeo.

Tra le leggi italiane che dovrebbero essere corrette per evitare la procedura d’infrazione dell’Europa, c’è infatti, la legge 157/92 (cosiddetta “legge caccia”) nella parte relativa alle “deroghe”, ovvero quei provvedimenti utilizzati dalle Regioni per consentire di potere uccidere uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette. Provvedimenti impugnati più volte, anche in sede europea.

Oggetto degli “impallinamenti” delle regioni un po’ troppo filo venatorie, i pareri scientifici rilasciati dall’ISPRA (l’Istituto tecnico delegato dallo Stato) ed il valore perentorio degli stessi. L’emergenza sul primo punto, oggetto di un maldestro tentativo di esautorazione, è solo momentaneamente rientrato. Il provvedimento ora rettificato viaggia, infatti, con il parere negativo del Governo. Il secondo punto, invece, rimane gravemento manomesso. Infatti, ad avviso dell’Eurodeputato Andrea Zanoni il parere ISPRA resta solo consultivo, vaghi controlli straordinari e niente misure di protezione delle specie a rischio. In definitiva, ricorda lo stesso Eurodeputato, il solito “far west” venatorio e l’intrusione di talune Regioni come ad esempio il Veneto e le sue cacce in deroga.

Ho chiesto al Commissario Ue all’Ambiente Janez Potocnik – ha dichiarato l’On.le Zanoni – di segnalare urgentemente al Governo italiano le mancanze del testo del Disegno di legge DDL numero 588 sulla gestione della caccia in deroga che mantengono l’Italia in posizione di violazione della direttiva Ue Uccelli 147/2009”. Secondo l’eurodeputato ALDE e vice presidente dell’Intergruppo per il Benessere e la Conservazione degli Animali al Parlamento europeo, “se questo disegno di legge entrasse in vigore così com’è oggi, la situazione di Far West venatorio di alcune regioni italiane rimarrebbe invariata”.

Zanoni denuncia al Commissario Ue le mancanze dell’articolo 26 del DDL 588 approvato il 4 luglio 2013 dal Senato italiano e che adesso verrà discusso dalla Camera, articolo che risponde ai profili di illegittimità segnalati nella procedura d’infrazione n°2131 dalla Commissione europea in materia di gestione della caccia in deroga, ai sensi dell’art. 9 della Direttiva 147/2009.   “Il parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA resta consultivo e non vincolante, ovvero le Regioni possono continuare a ignorare come spesso accade oggi le prescrizioni tecnico-scientifiche dell’Istituto – spiega Zanoni – Questo significa che lo Stato rinuncia alla sua prerogativa di garante della bontà dei provvedimenti di deroga e chiude un occhio di fronte alle leggi regionali sulla caccia, come quelle venete e lombarde, causa di numerose violazioni delle normativa comunitaria e di richiami della Corte di Giustizia Ue”.   Il testo non farebbe inoltre alcun riferimento ad altri importanti elementi come la precisazione dei controlli straordinari sulle deroghe e l’esclusione di quelle specie per le quali mancano dati esatti per calcolarne le quantità. Dunque, riferisce Zanoni “ritengo che questo DDL non metta al sicuro l’Italia dal ripetersi di provvedimenti illegittimi come quelli promulgati in passato e a conseguenti procedure d’infrazione da parte dell’Unione europea”.

Zanoni ha concluso il suo intervento invitando la Commissione a vigilare sui futuri provvedimenti di caccia in deroga, al fine di verificare che l’applicazione del prelievo in Italia sia effettivamente in linea con i rilievi sottolineati nella procedura d’infrazione n°2131/2006 e nelle due lettere di messa in mora del novembre 2011, conclude Zanoni.

Già nel luglio 2012 il Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik aveva scritto all’allora Ministro italiano Corrado Clini avvertendo che se nella stagione 2012-2013 alcune regioni italiane avessero ripresentato deroghe illegali alla caccia sarebbe scattata una nuova procedura d’infrazione con tanto di sanzioni economiche.

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