GEAPRESS – Secondo quanto in parte diffuso dall’agenzia Reuters, il governo canadese si appresterebbe ad aggirare il calo economico derivato dal divieto europeo di importare prodotti di foca, vendendo carne, olio e probabilmente in futuro anche pellicce, alla Cina. Questo paese è già l’acquirente di un terzo del totale di frutti di mare esportati dal Canada e non avrà sicuramente molte difficoltà ad ingerire nel suo mastodontico mercato anche i prodotti di foca.

Il Ministro della pesca canadese, sig. Shea, è entusiasta così come lo sono i cacciatori di foche che hanno visto, a loro dire, l’ingerenza europea come un attacco ad uno stile di vita. Una incompatibilità culturale, insomma. Tutto sommato non molto a torto, visto che in Europa è consentito uccidere anche a specie protette, per non parlare di altre molto rare ed alle quali è consentito ancora cacciarle. Basti considerare le balene cacciate dagli islandesi (prossimi nell’Unione Europea) o le specie di uccelli protette sparacchiate nel Veneto del governatore Zaia. Volendo rimanere con i piedi in … acqua, basta ricordare la polemica sul tonno rosso e l’impegno profuso dall’Italia per continuare a pescarlo e venderlo ai giapponesi. Questi ci hanno fatto sfiorare il ridicolo, all’ultima riunione ICCAT, bacchettando il nostro paese per la mancanza di adeguati controlli contro i pescatori abusivi di tonno.

Sulla questione delle foche è intanto intervenuta l’IFAW ( International Fund for Animal Welfare) secondo la quale i consumatori cinesi, come gli europei, non vorranno accettare un commercio tanto crudele. Appare però obiettivamente difficile pensare che un paese in così forte espansione economica si faccia eccessivi scrupoli anche alla luce del fatto che il Canada è già intervenuto sul WTO, l’Organizzazione mondiale del commercio, affinché il divieto europeo venga meno. Secondo gli esperti di economia canadese, il bando europeo ha già arrecato un danno di oltre cinque milioni di euro.

Per le foche, Europa o Cina, così come per i tonni o le cinque specie protette sparate in Veneto, poco o nulla cambierà. Ogni anno in Canada circa 300.000 cuccioli di foca vengono uccisi in maniera atroce sui ghiacci che iniziano a rompersi. La caccia, infatti, ha inizio tra marzo ed aprile. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).