cucciolo foca
GEAPRESS – La parola fine sembra ora  vicina.  Canada e Norvegia hanno infatti perso il ricorso contro l’embargo dei paesi UE all’importazione dei derivati di foca. Più esattamente i due paesi avevano impugnato la decisione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) che lo scorso novembre aveva confermato la validità all’embargo voluta dai paesi dell’Unione Europea.

Massima è ovviamente la soddisfazione delle associazioni animaliste internazionali che hanno fin da subito commentato la decisione come una vittoria dei diritti degli animali sulle regole del commercio. In effetti il WTO aveva sottolineato la sensibilità acquisita dall’opinione pubblica sul problema delle uccisioni dei cuccioli di foca nei ghiacci canadesi.

Dopo l’Unione Europea altri paesi avevano deciso l’embargo. Tra questi la Russia, che da sola copriva la quasi totalità delle esportazioni canadesi, Taiwan ed infine la Cina. Quest’ultimo paese, con il quale il Canada aveva tentato più volte di instaurare una proficua collaborazione commerciale, ha annunciato di recente che i derivati di foca non farenno  più parte delle future importazioni. La Cina sarebbe stata un partener fondamentale per sostituire il mercato venuto meno a seguito dei divieti  UE e soprattutto della Russia.

Ad essere esclusi dal bando sono però  i deriviati di foca provenienti dalla caccia tradizionale dei popoli Inuit, ma l’embargo ora confermato potrebbe incidere sul futuro di queste residuali esportazioni. Altri paesi dove resistono forme di caccia tradizionali alle foche sono la Russia,  la Groenlandia facente parte del Regno Unito di Danimarca e per gli Stati Uniti l’Alaska. In  alcuni paesi, tra cui alcuni europei, è inoltre consentita la caccia alle foche per i presunti danni al settore della pesca.
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