GEAPRESS – Doppio viaggetto, oggi e domani, di una nutrita delegazione di politici regionali veneti e lombardi a Bruxelles. Oggetto della missione sono le cosiddette cacce di tradizione, ovvero le famigerate cacce in deroga che consentono, grazie a leggine e delibere regionali più volte impugnate dagli organi di controllo, di poter uccidere centinaia di migliaia di piccoli uccelli appartenenti a specie protette e particolarmente protette.

Per l’Assessore alla Caccia e all’Identità Veneta Daniele Stival (LN), uscito vittorioso nella battaglia sulla gestione politica delle cacce in deroga con l’eterno rivale filo-caccia On.le Sergio Berlato (PDL), i “sacrosanti interessi dei nostri cacciatori” vanno difesi nell’ambito di un giusto equilibrio con le normative vigenti. L’incontro con il Commissario all’Ambiente Janez Potocnik, sostiene l’Assessore Stival, avrà l’obiettivo di un reciproco chiarimento che consenta, per la prossima stagione venatoria “l’emanazione di provvedimenti sui quali non debbano esserci successivi strascichi e contenziosi“.

Sulla stessa linea d’onda la delegazione lombarda formata dal Vice Presidente del Consiglio Carlo Saffioti (PdL), dal Presidente della Commissione Agricoltura Mauro Parolini (PdL) e dai Consiglieri regionali Vanni Ligasacchi (PdL), Alessandro Marelli (Lega Nord), Mario Barboni (PD) e Valerio Bettoni (UdC). Anche per loro non devono esserci rischi “di incorrere in sanzioni o procedure d’infrazione da parte dell’Unione Europea“.

Eppure, ha oggi ribattuto l’euroarlamentare Andrea Zanoni (IdV) per evitare le infrazioni, ovvero le multe che ricadranno sulle tasche dei cittadini tutti, c’è una sola strada, ovvero finirla con le cacce in deroga. Anzi, secondo Zanoni, l’iniziativa dei politici veneti e lombardi rappresenta solo una missione suicida che mette a rischio le tasche degli italiani. Questo dal momento in cui la Corte di Giustizia europea ha già detto più volte che si tratta di un’attività illegale.

Sorprende – ha dichiarato l’On.le Zanoni – che tutta questa schiera di personaggi, invece di pensare ai gravi problemi ambientali delle nostre regioni e alle difficoltà economiche degli italiani, si occupino di fare la lotta all’Ue per un qualcosa che è ormai dichiaratamente illegale“.

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