GEAPRESS – Consegnata oggi a Bruxelles la petizione contro l’uso dei richiami vivi. Poveri uccellini tenuti rinchiusi all’interno di piccole gabbie e costretti a cantare fuori stagione per attirare i volatili selvatici sotto il tiro del fucile. Uccellini a sua volta catturati in natura grazie agli impianti la cui attività in più occasioni è stata oggetto di intervento del TAR.

20.000 firme per la petizione voluta dalla LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) e dal CABS (Committee Against Bird Slaughter) corredata da ben tre relazioni di Veterinari, un video sulla cattura e detenzione dei richiami vivi. Il tutto nelle mani della Presidente della Commissione PETI (Commissione Petizioni della Comunità Europea) on.le Erminia Mazzoni. Ad accompagnare i rappresentanti delle due Associazioni c’era l’Eurodeputato Andrea Zanoni, Vice Presidente dell’Integruppo per il Benessere degli Animali e componente della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo. Una presenza da sempre impegnata nella difesa della fauna selvatica.

La petizione, indirizzata al Parlamento europeo, chiede sia un intervento deciso contro le metodologie che caratterizzano la detenzione dei volatili sia di cattura che di allevamento, che il divieto sullo stesso uso dei richiami.

Secondo le due Associazioni l’utilizzo di uccelli selvatici come richiami vivi è una pratica inaccettabile che determina sofferenze indicibili per gli uccelli detenuti in cattività e comporta un grave impatto della caccia sull’avifauna migratoria. Una pratica in contrasto con lo stesso articolo 13 del Trattato di Lisbona che riconosce gli animali quali essere senzienti.

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