GEAPRESS – Nuova operazione contro l’uccellagione che ha visto ancora una volta protagonisti uccellatori napoletani in trasferta in altre regioni. A diventare base per la cattura illegale di fringillidi protetti dalla legge, il canale Reale nel tratto compreso tra i Comuni di Francavilla e Latiano, in provincia di Brindisi. I tre bracconieri, tutti pluripregiudicati anche per reati specifici, alla vista dei Forestali del Comando Stazione di Ostuni si sono dati alla fuga. I tre erano intenti a caricare nelle automobili le gabbie con dentro i cardellini. In tutto 27 animali appena catturati e cinque utilizzati come richiamo.

Il rocambolesco inseguimento è andato avanti per alcuni chilometri. Alla perquisizione del mezzo, operata anche grazie alla presenza dei Carabinieri della Stazione di Latiano, oltre ai cardellini è stata rinvenuta l’attrezzatura utilizzata per l’uccellagione, tra cui le reti utilizzate per la cattura.
Secondo il Corpo Forestale, questi uccelli sono molto ricercati per il loro canto che alimenta un fiorente mercato clandestino che ha proprio a Napoli il suo centro nevralgico. In alcuni casi, spiegano sempre dal Corpo Forestale, si tratta di animali ai quali viene tolta la libertà non appena riescono a volare ed a lasciare il nido. Addirittura dopo appena 30 giorni dalla nascita. Già poco dopo la cattura, possono morire di stress. Sono stati contestati, oltre al reato di uccellagione e detenzione di animali selvatici, anche il furto venatorio, resistenza a pubblico ufficiale, concorso in reato e maltrattamento di animali: alcuni di questi uccelli, dopo essere stati catturati, sono stati legati con dello spago intorno alle ali ed alle zampe per essere usati come richiami bloccati ad un trampolo.

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