pettirossi
GEAPRESS – Nuove scene raccapriccianti provenienti dalla provincia di Brescia.

A diffonderle è il CABS il nucleo di volontari specializzati in antibracconaggio. Mucchi di Pettirossi spellati pronti, evidentemente, per uno dei piatti tipici della tradizione culinaria locale a base di uccellini allo spiedo.

Il mucchietto di piccoli uccelletti spellati rappresenta uno dei risultati della campagna antibracconaggio condotta in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. In tutto, ad essere stati denunciati, sono ben 47 cacciatori di frodo. Interventi che hanno finora portato al sequestro di circa 500 piccoli uccelli  per un valore al mercato nero di circa 1500 euro. Buona parte di questi sono Pettirossi, come quello nella fotografia.

La provincia di Brescia è stata considerata dall’ISPRA, l’Istituto Statale che si occupa di ricerca e gestione della fauna selvatica, come uno dei punti caldi del bracconaggio italiano. I continui interventi del Corpo Forestale dello Stato, come della Polizia Provinciale, testimoniano un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso. I piccoli uccelli vengono catturati con l’ausilio di reti, di trappole a scatto cosiddete di tipo “sep” e, sebbene meno diffusi, di archetti. Si tratta di vistosi marchingegni che imprigionano l’uccellino spezzandogli spesso le zampe.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati