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GEAPRESS – Intervento del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato di Vobarno (BS) che nei giorni scorsi, con il supporto di volontari Legambiente, ha effettuato un servizio di vigilanza della Riserva Naturale Regionale “Valle del Prato della Noce” sita nel Comune di Vobarno (BS).

Il servizio era finalizzato al controllo del transito di veicoli motorizzati all’interno dell’area protetta. La delibera del Consiglio Regionale, infatti, che ha istituito la Riserva nel 2011, consente il transito dei veicoli a motore solo se in possesso di apposita autorizzazione rilasciata dall’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e le Foreste.

A seguito dei controlli compiuti durante la giornata, informa il Corpo Forestale dello Stato, sono state applicate varie sanzioni amministrative ai conducenti di veicoli sorpresi a transitare in Riserva con mezzi motorizzati senza autorizzazione. Fra i veicoli fermati, inoltre, ne veniva controllato uno con due persone a bordo, di ritorno da una battuta di caccia, con due fucili riposti nel fodero e custoditi nel bagagliaio. La Forestale procedeva così al sequestro di armi e le munizioni, nonostante fosse possibile che essi avessero praticato l’attività venatoria al di fuori del territorio della Riserva. Infatti la legge-quadro sulle aree protette (legge 394/1991) punisce a scopo preventivo chiunque introduca armi, esplosivi e qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura all’interno delle aree protette senza autorizzazione dell’Ente Gestore, a prescindere dal fatto che queste vengano effettivamente utilizzate per danneggiare il patrimonio naturalistico tutelato, pertanto anche il solo transito in area protetta con armi al seguito è penalmente sanzionato.

I due cacciatori sono dunque stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con l’accusa di introduzione di armi in area naturale protetta in assenza di autorizzazione.

Il Corpo Forestale dello Stato, storicamente deputato alla vigilanza e tutela delle aree naturali protette, ritiene importante che venga data diffusione all’informazione per far comprendere agli interessati che è necessario tenersi informati sui comportamenti vietati all’interno di dette aree, all’interno delle quali bisogna trovare il giusto equilibrio tra attività antropiche e necessità di tutela della natura.

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