GEAPRESS – Il posto è Bagnolo Mella, lo stesso centro del bresciano dove nello scorso settembre il Corpo Forestale dello Stato denunciò un uccellatore-ristoratore che aveva sistemato le reti in un laghetto mantenuto con i contributi della Provincia (vedi articolo GeaPress).

Questa volta ad intervenire sono stati i Carabinieri della locale Stazione congiuntamente alle Guardie volontarie del WWF. Ad essere utilizzato per il montaggio di ben nove reti, il boschetto nei pressi della massicciata ferroviaria.

Il tutto è avvenuto sabato mattina, quando fin dalla notte, e per dieci ore di fila nonostante il freddo pungente, le Guardie del WWF sono rimaste appostate attendendo l’uccellatore. Un operaio quarantenne di Offlaga che per uccellare aveva scelto la massicciata ferroviaria di Bagnolo Mella. Un sistema molto efficace costituito da reti lunghe fino a dieci metri. Alla vista delle Guardie l’uomo ha cercato di disfarsi degli uccelletti uccisi gettandoli in un canale dove però venivano in parte recuperate delle Guardie. Mistero sul luogo di destinazione degli uccelletti. Il bracconiere, privo di licenza di caccia, non ha aggiunto altro.

Per lui la denuncia per esercizio di uccellagione, esercizio di caccia in periodo di divieto generale e maltrattamento. Non avendo licenza di caccia, è stato possibile denunciarlo per furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Se invece fosse stato un seguace di Diana, questo non sarebbe stato possibile. La legge sulla caccia ha infatti escluso dal suo campo di applicazione i reati di furto e ricettazione.

La pratica dell’uccellagione, in questo periodo, è ancor più nefasta.

Con le temperature così basse gli animali vanno velocemente in ipotermia” ha dichiarato Antonio Delle Monache, coordinatore lombardo delle Guardie WWF – nelle ultime settimane abbiamo intensificato la ricerca di reti e trappoline nei boschi. I bracconieri, terminata la stagione venatoria, confidano in una minore vigilanza e sfruttano le intemperie per attirare i volatili in difficoltà e catturarli.”

Il WWF, molto attivo con le sua Guardie anche in Lombardia, approfitta dell’occasione per ricordare il numero diretto antibracconaggio 3287308288. La caccia è chiusa, dicono al WWF, ma i bracconieri continuano imperterriti a seminare morte.

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