GEAPRESS – Il TAR di Brescia, ravvisando i motivi di urgenza, ha sospeso la delibera n.384 della Giunta provinciale di Brescia, che lo scorso fine settembre aveva autorizzato la cattura di 19.612 uccelli. Il TAR ha così accolto la richiesta presentata dalla LAC, patrocinata dall’Avvocato Claudio Linzola (scarica ordinanza del TAR).

Numerosi gli aspetti di gravità sottolienati dal TAR tra cui l’autorizzazione alla cattura sulla base dei dati pregressi rilevati, però, su un numero incompleto di cacciatori interessati (appena 7.890 su un invio già insufficiente perchè riguardante 10.106 cacciatori su 15.000 interessati). E che dire poi della tempistica della stessa Giunta? Purtroppo molti uccellatori (la cui attività, in altre Regioni, sarebbe ravvisabile come reato) hanno già operato. Il perido sensibile, infatti è ottobre, ma la Provincia di Brescia ha emanato la delibera nell’ultimo giorno di settembre.

E’ incredibile – commentano alla LAC – che nonostante siano già stati ufficialmente censiti – per difetto- oltre 206.000 richiami vivi già in possesso dei cacciatori bresciani, oltre all’alto numero di richiami di cattura illegali spesso riscontrato dagli organi di vigilanza negli appostamenti di caccia, e oltre al quantitativo ancora non dichiarato da parte di altri 3000 cacciatori ci si ostini a violare così sfacciatamente la Direttiva UE 147 del 2009 sulla tutela dell’avifauna“.

La LAC ricorda che la direttiva comunitaria ammetterebbe solamente “lo sfruttamento giudizioso di piccole quantità di animali, in condizioni rigidamente controllate, e in mancanza di alternative“.

Nulla a che vedere con lo scempio naturalistico e il saccheggio di migratori che avviene nei roccoli con la benedizione della Provincia, e che la LAC segnalerà nuovamente alla Commissione UE per le relative procedure di infrazione.

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