GEAPRESS – Questa notte nelle bassa bresciana la temperatura è scena fino ad otto gradi sotto zero. Un momento difficile per la fauna la quale deve cercare di sopravvivere ai rigori invernali con un problema aggiunto: i bracconieri. E’ successo anche ieri, nonostante il freddo glaciale. Ad intervenire le Guardie Volontarie del WWF e la Polizia Provinciale di Brescia. Uno “sguass” ovvero uno stagno artificiale per la caccia alle anatre.

Al centro, una enorme gabbia trappola con all’interno richiami vivi, ovvero povere anatre utilizzate per attirare, a tiro di fucile,  altri volatili. Un gabbione lungo 20 metri al quale è congiunto uno stretto corridoio. Il tutto in rete metallica. In acqua, invece, stampi di uccelli in plastica. Avrebbero anche loro attirato i volatili. Di fronte al complesso, neanche a dirlo, un capanno di caccia. Qui avrebbe operato il bracconiere il quale, grazie ad un lungo filo metallico, avrebbe così azionato lo sportellino sistemato nello stretto corridoio della gabbia trappola. Sistemi medioevali, ma evidententemente consoni.

Accertato il tutto, le Guardie del WWF hanno immediatamente avvisato la Polizia Provinciale la quale provvedeva a rintracciare il proprietario del capanno. Un cacciatore fornito di regolare porto d’armi uso caccia. Dal suo capanno partiva il filo che avrebbe azionato la trappola ma le sorprese non erano finite. Ben cinque fucili, nascosti in un doppio fondo. Tutto finito? No.

Poco più avanti un altro capanno. Era del fratello del primo cacciatore-bracconiere. Anche questo, però, era un cacciatore con regolare porto d’armi. Nel secondo capanno, però, di gabbie trappola (identiche a quella già descritta) ve ne erano due. Immancabili i fucili incustoditi. Altri tre.

Contestati i reati venatori (purtroppo la blanda legge venatoria, salvo superiore intervento di polizia, non preclude subito  la possibilità di continuare a cacciare) ed operati i sequestri. Otto fucili, tra gabbioni sigillati e quattro alzavole. Si tratta di una graziosa piccola anatra. Erano da poco finite nei gabbioni.  Grazie alle Guardie del WWF hanno già ripreso il volo nella pianura padana imbiancata. Anche così, senza trappole dell’uomo, la natura è bella.

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