GEAPRESS – Nuove denunce in poche ore di attività. A metterle a segno il Nucleo delle Guardie volontarie del WWF di Brescia che hanno scoperto nella bassa bresciana, quasi al confine con la provincia di Mantova, alcuni appostamenti abusivi di caccia.

Nel primo caso a frequentarlo era un cacciatore che aveva scelto, come opzione di caccia, quella vagante. Ed invece stava utilizzando un appostamento abusivo. Aveva poi coperto con alcune reti la superficie del canale in direzione del quale sparava e si era pure fornito di un richiamo elettroacustico il cui uso è vietato dalla legge. Le reti sarebbero servite ad evitare che i poveri resti degli uccellini, una volta colpiti dalla rosa di pallini, potessero cadere in acqua. E che uccellini, poi. Il richiamo del quale si serviva, utilizzava i versi registrati del Migliarino di palude, specie protetta dalla legge. Per il cacciatore, denuncia per l’uso del richiamo e sanzione amministrativa per il capanno. In base alla legge sulla caccia, potrà continuare la sua attività.

Poco dopo un secondo cacciatore veniva sanzionato negli stessi luoghi del primo. In questo caso stava utilizzando ben tre richiami elettromagnetici azionati ad alto volume. In particolare due di essi erano stati acquistati all’estero servendosi di un notissimo sito di vendite on line. Utilizzavano file mp3. Il cacciatore aveva abbattuto diciannove fringuelli, sei pispole, tredici migliarini di palude. Tutte specie protette dalla legge. Recidivo (l’anno scorso era stato sanzionato per analoghi reati) è rimasto pure sorpreso. “Questa è la mia caccia”, avrebbe riferito alle Guardie del WWF. Pochi minuti dopo un altro capanno. Sempre abusivo, ovviamente. Per il WWF, nel bresciano, siamo in pieno Far West venatorio.

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