GEAPRESS – Nel regno degli Amici della Caccia che edificano Madonne del Buon Bracconiere in Val Sabbia con tanto di altisonanti Consiglieri Regionali delle cacce in deroga impegnati a giudicare gare di avicoli spiedati, all’interno di grandi abusivi impianti di cattura di poveri uccellini. Impianti e gestori più volte denunciati e mai abbattuti (gli impianti) dai Comuni di pertinenza.

La Provincia delle industrie di armi, della polenta ed osei, del Presidente delle Provincia che si oppone alla diminuizione della validità, in anni, del porto d’armi uso caccia. La Provincia dove il TAR deve intervenire più volte contro i roccoli giudicati illegittimi, perché nel frattempo riaperti dalla Provincia, appunto. La stessa Provincia dove si svolge lo storico campo antibracconaggio del NOA, il Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, da alcuni fatto passare, in pubblici manifesti, come un manipolo di arroganti. La Provincia simbolo della caccia, e sua gestione, in Italia.

Brescia, domani 15 settembre, dice no al massacro di poveri animali che fanno l’errore, in migrazione, di sorvolare una terra con il più alto numero di cacciatori (35.000) in Italia. Proprio di fronte la sede della Provincia di Brescia, si terrà la conferenza stampa della LAC, Lega per l’Abolizione della Caccia. Poi, alle ore 15.00, tutti al corteo, da via Volturno (piazzale Iveco) a via Milano.

I recentissimi provvedimenti dei giudici amministrativi (con la stessa LAC in prima fila in molti ricorsi ai TAR) hanno già messo in discussione o stoppato parte dei calendari venatori di Piemonte, Toscana, Abruzzo, Sicilia , Puglia e Campania.

Ma l’elenco dei costi, sottolinea la LAC, è ancora lungo: milioni di animali abbattuti ogni anno nel nostro Paese, contaminazione causata da tonnellate di pallini di piombo sparati ogni anno in Italia con effetti sul terreno, sull’acqua e per il saturnismo indotto negli animali vivi (uomini compresi), centinaia di incidenti e decine di vittime per armi da caccia all’anno.

Ognuno di noi – riferisce la LAC – deve essere libero di godere la natura nella pace, senza timore di farsi impallinare quando si passeggia, si va in bici o a raccogliere funghi; libero di decidere chi far entrare sul proprio terreno o di vietare l’invasione di sparatori nelle proprietà private.”

Quindi, domani, la LAC da appuntamento a Brescia per diro no alla caccia e si alla vita.

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