GEAPRESS – Fino all’11 ottobre scorso erano state comunicate all’Autorità Giudiziaria, 48 notizie di reato. Già ieri, però, le stesse comunicazioni erano salite a 100. Il fine settimana del 13 e 14 ottobre, poi, è stato un vero e proprio intensificarsi dell’attività del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato. Il tutto nell’ambito dell’Operazione Pettirosso, messa in campo nelle vallate del bresciano.

In sole 48 ore, tra il 13 ed il 14 ottobre, sono stati sequestrati 20 fucili, 120 uccelli vivi appartenenti a più specie di avifauna protetta e 70 rinvenuti già morti. I sequestri hanno altresì riguardato 5 richiami elettromagnetici, 50 archetti, 50 trappole, oltre a 15 reti utilizzate per l’uccellagione.

Quasi tutti i fucili erano appartenenti a cacciatori con regolare permesso di caccia.

Denunciate, alla competente Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, oltre 20 persone. I reati contestati riguardano la detenzione di specie non consentite, uso di richiami non consentiti, porto d’arma abusivo ed omessa custodia di armi.

Particolare, invece, l’operazione che ha portato alla contestazione del reato di ricettazione. Ad essere scoperti, sempre nel fine settimana compreso tra il 13 ed il 14 ottobre, due persone. L’uno con regolare permesso di caccia. L’altro, invece, sospeso. Stavano scambiandosi soldi ed uccellini. In pratica, riferiscono dalla Forestale, era in corso una compravendita di uccelli di cattura. Nel furgoncino nei pressi rinvenuto e risultato nelle disponibilità del venditore, erano detenuti, in gabbiette singole, un centinaio di uccelli in buona parte appartenenti a specie protette, tra le quali il fringuello.

Gli animali erano destinati a cacciatori di capanni. I reati contestati in questo caso, oltre alla detenzione di fauna protetta, anche la ricettazione.

Nel corso delle operazione della Forestale non sono mancate le contestazioni dei reati di maltrattamento e furto venatorio. A dire il vero, riferiscono dalla Forestale non sono mancati neanche altri aspetti. Tra questi i casi di meraviglia, sia da parte dei cacciatori che dei cosiddetti “bracconieri”, sulla presenza costante e capillare degli Agenti del Corpo Forestale. Segno forse, riferisce sempre la Forestale, che qualcosa sta cambiando.

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