cabs rete
GEAPRESS – Scordata o più probabilmente abbandonata per chissà quale motivo. Succede in Val Trompia, in provincia di Brescia; una località molto nota per i continui atti di bracconaggio.

La rete, in questi mesi, ha continuato a fare il suo lavoro, ossia catturare uccelli per alcuni piatti tipici della tradizione culinaria locale. Nessuno, però, è andato a ritirare il bottino rubato alla natura. Un mezzo di caccia, quello della rete come delle numerose altre trappole ancora usate in zona, vietato perchè non selettivo. Qualcuno, in Val Trompia, quella rete non l’ha più rimossa. Decine di piccoli corpicini sono infatti stati ritrovati dal CABS. Animali decomposti che attestano, qualora ve ne fosse bisogno, la crudeltà del bracconaggio che il loco registra purtroppo numerosi sostenitori.

Proprio nelle scorse ore il CABS ha diffuso i dati degli interventi antibracconaggio condotti nell’appena passato mese di ottobre. Una nota positiva, comunque, parrebbe esserci. Gli archetti, micidiali trappole a scatto che spezzano le zampe ai poveri uccellini, sono in netta diminuizione (vedi articolo GeaPress).

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