Brescia: la Forestale sequestra, la Provincia (de)libera
La LAC: una sfida ai giudici – su GeaPress la Delibera di Giunta ammazza uccelli.
GEAPRESS – Appena pochi giorni dopo la Sentenza del TAR di Brescia, che accoglieva il ricorso della LAC contro l’uso degli impianti di cattura di uccellini selvatici. Ma cosa ancor più grave appena poche ore dopo l’ennesimo intervento del Corpo Forestale dello Stato che ha denunciato l’attività di uccellagione grazie all’utilizzo delle reti pagate dalla Provincia.
La Giunta Provinciale prende carta e penna e riapre i roccoli, ovvero gli impianti di cattura. Li riapre tutti e diciotto ivi compresi, dichiara la LAC, quelli sottoposti a sequestro del Corpo Forestale. Di fatto, alla luce delle Sentenze del TAR, una sfida senza vergogna alla magistratura amministrativa, sempre secondo la LAC, la quale aggiunge come di fatto la Provincia sia oramai presa da bulimia da richiami vivi da mettere in gabbia. Il tutto per esaudire l’ingordigia dei cacciatori da appostamento che non ha pari nel resto d’Italia.
Pronto il nuovo ricorso della LAC, che cercherà ora di bloccare la nuova delibera di Giunta che dovrebbe ufficialmente riaprire gli impianti per la cattura della Cesena.
Appena, ieri, il Corpo Forestale dello Stato era nuovamente intervenuto su uno degli impianti della Provincia. Il Comando Stazione di Gavardo ha scoperto come l’impianto, nonostante il recente pronunciamento del TAR, fosse invece in piena attività. All’interno del roccolo della Provincia in località Casinetto di Serle, denominato “Valtenesi 7″, venivano rinvenute due reti da uccellagione (di proprietà dell’Amministrazione Provinciale di Brescia) con attorno diversi richiami vivi quali Cesene e Tordo sassello. Colto in flagranza di reato (vedi foto) l’uccellatore.
Dalla perquisizione dell’impianto e dell’abitazione poco distante del gestore, si rinvenivano diversi uccellini catturati con le reti e detenuti in gabbia. Tutti privi di anello di identificazione, pronti per la cessione illecita. Altra avifauna, questa volta uccisa, era trovata all’interno di un freezer.
Gli uccelli utilizzati come richiamo, sono stati rivendicati dal figlio del denunciato il quale ha evidenziato di essere, fino al 2010, allevatore della FOI (Federazione Ornicoltori Italiana) e A.M.O.V. (Associazione Manifestazioni Ornitologiche Venatorie) con sede a Gussago (BS). Gli uccellini sono stati sequestrati per l’uso illecito e affidati al proprietario in quanto legalmente detenuti grazie all’apposizione di un anello di riconoscimento.
Dodici tordi sassello, quattro cesene, uno storno e quattro merli, tutti privi di anello di identificazione, sono stati, invece, prontamente liberati. L’avifauna contenuta nel congelatore, tordi bottacci e merli, è stata invece destinata alla distruzione.
Rinvenuti anche tre bacchettoni invischiati (trappole collose da destinare alla cattura degli uccellini), posti sotto sequestro insieme al registro del roccolo, alle fascette di identificazione e alle reti, tutte di proprietà della Provincia di Brescia che rifornisce gli uccellatori.
Si tratta del nono roccolo della Provincia di Brescia sottoposto ad indagine penale in appena quattro anni. Già il secondo, solo nel 2011. Il Comando Stazione Forestale di Gavardo, comandanto dall’Ispettore Tiziano Filippini, era già intervenuto per denunciare l’attività illegale di un altro roccolo della Provincia (vedi articolo GeaPress) .
Secondo un recente dossier curato da Andrea Rutigliano, responsabile del CABS (Committe Against Bird Slaughter) il roccolatore è l’unica figura legalmente titolata a procurarsi uccelli vivi, e per questo al centro di un grande interesse. Per Rutigiliano la tentazione per un roccolatore di avviare un traffico illegale di uccelli morti (per fini culinari) o vivi (come richiami) è di conseguenza estremamente forte. Da un lato la Provincia paga al roccolatore per ogni animaletto rimasto impigliato nelle reti, una frazione del suo “valore di mercato”, mentre dall´altro numerosi cacciatori sono disposti ad acquistare gli uccelli direttamente dal roccolatore risparmiando tempo e liste di attesa. Anche per la posizione spesso isolata, aggiunge Rutigliano, il roccolo può diventare il sito privilegiato per l´uccellagione illegale.
Nonostante i pronunciamenti del TAR, i roccoli, grazie alla Provincia di Brescia, sono di nuovo in funzione (vedi delibera ).
© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati
VEDI FOTO:









MA BASTA! E’ ora di porre la parola fine a questa pratica assurda, che vergogna la provincia di BS! Vanno chiusi definitivamente e trasformati in musei se proprio vogliono tramandare la tradizione.
è una vergogna ed è ora che i Bresciani mandino a casa i loro politici ! l’immagine di Brescia è completamente rovinata da questa storia ed è ora che i bresciani capiscano l’importanza di fermare la caccia indiscriminata agli uccelli protetti! ragazzi, scriviamo tutti alla provincia di Brescia la nostra disapprovazione!
Riccardo di dove sei?
@ riccardo non tutti i bresciani sono cacciatori,per nostra fortuna ci sono tantissime persone, che si stanno inpegnando per dire “stop”.non mi ricordo piu’ quante volte ho scritto alla provincia e a tutte le istituzioni bresciane per delucidarli riguardo questo problema!!comunque mi fa’ piacere che vuoi scrivergli pure tu.ciao, e grazie!!!credimi fosse per me questi politici li chiuderei in una cassa,con spedizione al polo nord!!!che ci provino a disturbare un bell’orso che e’ meno sprovvisto per povero passerino.
X Cristian, sono di Pavia, perchè?
PER RICCARDO NON PARLI BENE.
I CACCIATORI CI SONO CI SONO STATI E CI SARANNO SEMPRE .
I BRACCONIERI SONO UN ALTRA COSA BEN DIVERSA.
CHE CI SIANO ANCHE CACCIATORI BRACCONIERI BISOGNA TOGLIERLI DALLA CIRCOLAZIONE.
PERO BRESCIANI DI QUA BRESCIANI DI LA NON VA BENE.
RICORDATI CHE DA MONDO E MONDO L UOMO E SEMPRE STATO CACCIATORE E LO SARA SEMPRE.
@ cristian,penso che hai scritto a riccardo dove vive,perche’ tu sarai bresciano o sbaglio?non sentiamoci offesi ,perche’ tengono tutte le ragioni, per essere schifati, dai cacciatori che sono manipolati, dai politici!!nessun bresciano tiene il diritto di massacrare animali, che sono un bene comune!!!!
BRESCIA ,SCHIAVA DELLA LEGA,E DEI CACCIATORI!!!!!MI FAI SCHIFO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
L ANNO PROSSIMO LE METTERANNO SPECI CACCIABILI CHE BELLO CIAO ELENA
@ cristian non hai ancora capito,che io posso rodirmi il fegato per le schifezze che voi fate.ma il vero danno lo state procurando, alla natura e agli animali!! voi create un dominio di distruzione che nemmeno vi rendete conto. ci saranno in futuro, gravi conseguenze al vostro voler padroneggiare!!!ma e’ inutile comunicare, con persone che godono, a procurare sofferenza!!!!!!
Invito tutti ad impegnare un giorno a settimana a fare un bel giro a piedi in montagna in mezzo ai boschi e a segnalare, al 1515 o al Com. Staz. del Corpo Forestale dello Stato del luogo, la presenza di qualsiasi mezzo atto all’uccellagione (reti, archetti, trappoline varie etc.) senza toccarlo e senza lasciare sul posto elementi tali da far pensare al responsabile il vostro passaggio, prendete più info possibili e comunicatele a chi di dovere….con l’aiuto di tutti possiamo salvare tantissima avifauna protetta che ha il diritto di svolazzare dove crede!!
Un saluto a tutti Ale.