GEAPRESS – Come la collina dei drusi nella Beirut degli anni ottanta, oppure le famigerate alture di Sarajevo ed i serbi con il tiro a segno nei quartieri musulmani. Un video incredibile, girato in quattro diverse giornate di caccia a Colle San Zeno, dai volontari della LAC e del CABS.

Fino a 1500 colpi in un’ora e decine di cacciatori che hanno bombardato il passo dei piccoli uccelli canori.

Cacciatori che finivano battendo in terra i poveri uccellini che cadevano dappertutto, una scena surreale degna di un vero e proprio incubo, da farci vergognare innanzi a tutta l’Europa. Uno schieramento ignobile di fucili con i cacciatori fianco a fianco che, senza soluzione di continuità, abbattevano i gruppetti di piccoli uccelli migratori. Un’avidità incolmabile che portava con arroganza gli stessi sparatori a raggiungere i protezionisti del frattempo apparsi sul crinale, per recuperare i poveri animaletti feriti e saltellanti in terra. Poi giù, battuti sul terreno.

Ma il vero scandalo sta altrove, tra gli scragni del Consiglio regionale della Lombardia.

Questo massacro – ha dichiarato Graziella Zavalloni, rappresentante della LAC, la Lega per L’Abolizione della Caccia – viene legalizzato ogni anno dalla Regione Lombardia. Le specie che vengono uccise qui – ha spiegato la Zavalloni – sono tutte protette in Italia ed Europa, eppure ogni anno Lega e PdL, ma anche UdC e PD si mettono d’accordo per autorizzare questa caccia in deroga, pur sapendo che stanno commettendo un abuso di potere.”

I volontari hanno filmato per ore l’orgia di spari, a cui prendevano parte un centinaio di cacciatori. Secondo le valutazioni dei volontari, almeno 10.000 uccelli, fra fringuelli, frosoni, pispole e peppole sono stati uccisi, in quelle ore, sul solo passo di San Zeno.

Se si considera come nella sola Lombardia vi siano decine di questi passi – ha dichiarato Andrea Rutigliano, Responsabile italiano del Committee Against Bird Slaughter (CABS) – e che la stagione dura 3 mesi e che 33.000 cacciatori la praticano nella sola Lombardia, ci si rende conto che i numeri sono da capogiro“.

Il video, diffuso già in lingua tedesca ed ora anche in italiano, mostra la normalità di un giorno di caccia ai migratori protetti (altrove) dalla legge. Nei quattro giorni dove i volontari si sono recati a Colle San Zeno, non vi è stata alcuna variazione sul tema. L’istigazione a sparare è proprio nella legge lombarda sulla caccia in deroga.

Eppure già nel luglio 2010, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia per l’uso illegittimo della caccia in deroga. Per questo, al fine di chiedere un intervento urgente dell’Europa, la LAC e il CABS, invieranno ora il nuovo materiale raccolto alla Commissione europea, chiedendole di accelerare i termini e di arrivare a infliggere la pena pecuniaria alla Lombardia per l’uso scorretto delle deroghe. Oltre a ciò le due associazioni ambientaliste hanno chiesto di inviare una mail di protesta al nuovo Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, affinchè il governo si muova per bloccare definitivamente la caccia in deroga. La petizione è disponibile nel sito del CABS (CLICCA QUI). 

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