richiami vivi
GEAPRESS – Dopo il maxi sequestro di 500 uccelli rinvenuti in un congelatore (vedi articolo GEAPRESS), le Guardie Ecozoofile dell’ANPANA concludono, sempre in provincia di Brescia, un altra maxi operazione che  pone al centro dell’attenzione l’elevato numero di anelli contraffatti. Questa, infatti, è l’accusa formulata dalle Guardie intervenute congiuntamente alla Polizia Provinciale, in due diverse operazioni.

Nel primo caso, oggetto dell’intervento è stato un capanno di caccia nel comune di Palazzolo sull’Oglio. Sono stati così trovati numerosi  uccelli appartenenti a specie protetta che sarebbero stati utilizzati come richiami. Frosoni, fringuelli, peppole. Tutti animali per i quali vige il divieto di detenzione sul luogo di caccia in quanto richiami vietati.

Secondo le Guardie ANPANA, gli anelli apposti nelle zampe dei volatili sarebbero stati tagliati e manomessi. Una tecnica, precisa l’ANPANA, che viene in genere utilizzata per potere catturare esemplari in natura.  Ad un  controllo più approfondito venivano inoltre individuate due reti da uccellagione per un totale di 20 metri, con all’interno un Pettirosso. Il piccolo volatile veniva subito liberato e restituito alla libertà.

Stante quanto riportato dall’ANPANA  il cacciatore avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

La successiva  perquisizione domiciliare eseguita dalla Polizia Provinciale, portava al sequestro di 60 uccelli protetti, già morti. Quelli trovati ancora in vita sono in tutto  47, ivi compresi quelli rinvenuti nel capanno.  Il cacciatore dovrà ora difendersi dall’accusa di abbattimento, detenzione di fauna protetta, uccellagione e falsificazione di sigillo.

Ancor più particolare quanto avvenuto nel corso di un successivo controllo nel comune di Chiari. Un altro capanno di caccia dove veniva subito notato un uccellino privo di anello inamovibile.  Anelli tagliati e quindi contraffatti avrebbero, inoltre, caratterizzato i restanti uccelli. In tutto 15 volatili, tra tordo bottaccio e merlo.

L’ANPANA chiedeva, quindi, l’intervento della Polizia Provinciale per effettuare il sequestro penale degli animali. Lo stesso cacciatore, però, aveva nei pressi un allevamento di volatili. Dal controllo, durato ben cinque ore,  si è accertata la presenza  di oltre 250 uccelli. Di questi, ben 182, sono stati posti sotto sequestro.  Si tratta di tordo sassello, tordo bottaccio, merlo, prispolone, lucherino, cardellino, verdone, cesena. L’accusa è la stessa: gli anelli sarebbero stati contraffatti.

Il soggetto è stato denunciato  per detenzione di fauna protetta, falsificazione di sigillo, e per la presunta violazione dell’articolo 727 del  Codice Penale. Sembra che alcuni uccelli fossero rimasti danneggiati dalla detenzione in gabbia.

La giornata si è, dunque, conclusa con il sequestro di 244 uccelli da richiamo. Un record, probabilmente, in una provincia che continua a riservare sorprese in tema venatorio. Tutti gli animali sono stati portati in una struttura per la riabilitazione al volo.

Per segnalazioni le Guardie Ecozoofile ANPANA diffondono il seguente numero di cellulare 3667246582.

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