GEAPRESS – Per alcuni, un regalino inserito nel 1992 all’interno della disposizione nazionale in materia venatoria. Sanzione penale per chi abbatte specie protette (sanzione blanda ma pur sempre presente) ma per i fringillidi (e solo per loro) per finire davanti ad un Giudice bisogna stecchirli, catturarli o detenerli in numero superiore a cinque.

Guarda caso appartengono ai fringillidi il fringuello e la peppola, ma anche il frosone. Tutti bersagli preferiti della cosiddetta caccia in deroga. Caccia più volte cassata dai Giudici Costituzionali, Amministrativi e della Corte Europea. Caccia particolarmente amata in Lombardia e Veneto. Il risultato, sottolineano le Guardie del WWF, è stato che il cacciatore sottoposto al controllo mostrava un numero di fringillidi inferiore a cinque. Poi, nascosti in vario modo, si trovava la restante parte. Ma quelli, ovviamente, non erano di nessuno. Per il cacciatore solo una blanda sanzione amministrativa. Coincide, ma sono anche fringillidi i cardellini come i verzellini ed i lucherini, in parte cacciati, sebbene sotto forma di bracconaggio, ma sopratutto catturati, specie in alcune regioni meridionali.

Una sentenza della Cassazione, però, ha già da qualche tempo menomato l’impossibile interpretazione della strana legge sulla caccia. Di mezzo c’è anche la Convenzione di Berna ed i fringillidi sono in elenco. Dunque, basta abbatterne uno ed è penale. A volte, però, oltre che alla logica è difficile riuscire ad applicare anche la regola. Sta di fatto che i poveri fringillidi, se inferiori a cinque, sono rimasti in un limbo penale-amministrativo indefinito, contesi tra le rose di pallini e le reti degli uccellatori.

La scorsa settimana, grazie ad un quesito inviato dall’ENPA, si era espressa la Procura della Repubblica di Venezia. Basta un solo fringillide e scatta la sanzione penale. Ora, grazie ad analogo quesito inviato dal WWF, si è espressa la Procura della Repubblica della provincia regina delle cacce in deroga, ovvero quella di Brescia. Il Procuratore Capo della Procura, dott. Salomone, ha fornito risposta scritta al quesito del nucleo Guardie WWF di Brescia. Anche per questa Procura, l’abbattimento di un solo fringuello o peppola fa scattare la sanzione penale.

Il parere autorevole delle due Procure, spiega una nota delle Guardie WWF della Lombardia, permette ora un più incisivo contrasto al bracconaggio e un deterrente a pratiche illegali purtroppo ancora molto comuni. La semplice violazione amministrativa, sempre secondo il WWF, rappresentava un ottimo affare per i bracconieri: una sanzione di 206 euro. Ora, invece, dovranno almeno prendersi un Avvocato ed affrontare la trafila del procedimento penale. Cambio di Codice dunque.

Con l’esclusione della peppola e del fringuello dall’elenco delle specie cacciabili, così come nel febbraio 2012 argomentato dalla Cassazione, riferiscono le Guardie del WWF Lombardia, questo doppio “binario sanzionatorio” è ora decaduto.

I bracconieri di piccoli uccelli sono avvertiti: un fringuello è penale!

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