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GEAPRESS – Intervento delle Guardie LAC e Legambiente di Brescia in località Bonpensiero, nel comune di Verolavecchia (BS). Un cacciatore con regolare licenza di porto di fucile per uso caccia, sorpreso nella sua attività all’interno di un fossato a ridosso di una strada carrozzabile.

Nello stesso fosso, venivano però rinvenute una grande quantità di penne riconducibili alla specie fringuello. Altresì presenti un considerevole numero di bossoli.

Al sopralluogo subito messo in atto dalle Guardie risultava così una sacca celata sotto alcuni arbusti. Otto uccelli, tutti appartenenti a specie particolarmente protette. Tra questi sei fringuelli di cui uno spennato, un fanello ed un verzellino. Il cacciatore sorpreso in atto di bracconaggio si avvaleva inoltre di tre richiami acustici, mezzi di caccia il cui uso è vietato dalla legge di settore.

Le Guardie hanno così richiesto l’intervento dell’Arma dei Carabinieri, prontamente intervenuta.

Per il cacciatore la contestazione degli illeciti penali conseguenti al contestato abbattimento di specie protette oltre che contemplate nella convenzione internazionale di Berna.

Purtroppo, neanche in questi casi, la legge sulla caccia consente il ritiro del porto d’armi uso caccia. Per le sole specie protette, ad esempio, occorrono due condanne definitive per la sospensione. Stesso discorso per l’esclusione definitiva nel caso di specie particolarmente protette.  Lo stesso sequestro scatta ovviamente per l’arma oggetto del reato contestato. Nulla osta nel continuare a cacciare, salvo superiore intervento dell’Autorità di Pubblica sicurezza,  se con altra arma regolarmente detenuta. Lo stesso cacciatore denunciato dalle Guardie nella giornata di sabato era del resto già di recente stato pizzicato sempre con l’accusa di abbattimento di specie particolarmente protette.

Lo scorso ottobre, precisa la nota delle Guardie LAC e Legambiente  era stato sorpreso nel comune di Orzinuovi, località Cascina Lame, con due richiami acustici, cinque fringuelli morti, di cui 3 spennati. Anche in questo caso erano stati nascosti. In questa prima occasione a contestare l’illecito penale ( in violazione dell’art. 30 lett h Legge 157/92 dato 2 volte per mezzi non consenti e abbattimento specie non consentite) intervenne la Polizia Provinciale di Brescia. Venne fatto inoltre un verbale amministrativo per mancata annotazione sul tesserino venatorio della giornata di caccia.

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