GEAPRESS – Era un cacciatore in regola con i permessi, rinnovati addirittura appena pochi mesi addietro. Il rispetto della legge sulla caccia non era però il suo forte, anche se la sfilza di reati contestati in violazione ad essa, non gli impedirà di continuare a cacciare, salvo intervento superiore dell’Autorità di Polizia.

Quello che all’apparenza sembrava un pollaio era anche un luogo di detenzione di uccellini di cattura ai quali erano stati applicati anelli di riconoscimento provenienti da altri animali. Punzonati ed alterati di diametro. Quanto basta per accorgersi già ad un esame superficiale, che non si trattava di animali illegalmente detenuti.

L’intervento delle Guardie Zoofile del WWF è avvenuto a Sabbio Chiese, in provincia di Brescia, durante un normale controllo a seguito di segnalazioni pervenute per casi di maltrattamento. Poi la scoperta, Il cacciatore di capanno con il fucile flobert carico e pronto all’uso, nonostante siamo in periodo di chiusura dell’attività venatoria. Poi, nel capanno, ben nove reti per uccellagione, nove trappole ad archetto, polvere da sparo e il punzone per l’alterazione degli anellini. Nel finto pollaio, invece, una quarantina di gabbiette. Detenevano un pettirosso, due passere scopaiole, tre lucherini. Poi ancora tordi, merli, peppole e tre frosoni. In tutto 40 uccellini. Buona parte di specie protetta o con anello falsificato. A coadiuvare l’intervento delle Guardie Zoofile del WWF gli Agenti della Polizia Provinciale.

Scoperta pure una gabbia trappola per catturare mammiferi. Era già armata ed innescata con il lardo.

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