GEAPRESS – Nuovi interventi del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) ai danni dei bracconieri di uccellini del bresciano. Anzi, proprio ieri, si sono avute le due operazioni più impegnative, sia per dispiegamento di uomini che per il tempo impiegato. Fino a 15 ore di fila, tra appostamenti all’agghiaccio, sopralluoghi ed il disbrigo delle successive operazioni di sequestro.

I due interventi sono avvenuti a Rodengo Saiano. Il primo, eseguito alle 10.30, ha portato alla scoperta di tre reti per la cattura dell’avifauna. Nei pressi delle reti erano erano stati disposte una ventina di gabbiette ognuna contenente un uccellino utilizzato come richiamo vivo. I Forestali hanno colto il bracconiere in flagranza di reato. Quest’ultimo, però, non ha fatto mancare la sua collaborazione. In una cantina di proprietà dello stesso, è stato trovato un congelatore ove erano conservati una settantina di uccellini già spiumati. Per l’uomo, la denuncia per i reati di uccellagione, maltrattamento e furto al patrimonio indisponibile dello Stato.

L’altra operazione è stata, invece, eseguita alle 18.30, sempre a Rodengo Saiano in un bosco di latifoglie. Anche qui l’intervento è avvenuto in flagranza di reato e pure in questo caso non è mancata la collaborazione del bracconiere. Due reti con parecchi richiami vivi ed oltre cento uccellini, sistemati nelle gabbiette ed all’interno di un vicino garage. Erano destinati ad essere richiami vivi per i selvatici da catturare ed uccidere. Capinere, merli, fringuelli, codirossi e più specie di tordi. Una cinquantina di uccellini, invece, erano già spiumati e pronti per la vendita nel settore della ristorazione. Significativa la presenza di anellini di riconoscimento alterati. I Forestali hanno, infatti, scoperto che attestavano, falsamente, la nascita in cattività dei piccoli animali, in realtà rubati alla vita libera. Il bracconiere, risultato iscritto alla FOI (Federazione Ornicoltori Italiani) è stato denunciato, a proposito di ruberie in natura, per furto al patrimonio indisponibile dello Stato. Eppure, sarebbe bastato che avesse pagato l’annuale tassa venatoria e non sarebbe stato possibile. In possesso di regolare porto d’armi uso caccia, nonchè iscritto come cacciatore da appostamento, non aveva però pagato la tassa annuale. Solo per questo non era 100% cacciatore. La singolare impostazione della legge sulla caccia italiana, prevede che ai cacciatori non possano applicarsi i reati-delitto di furto, furto aggravato e ricettazione. Per loro, solo blandi reati di natura contravvenzionale. Insomma, mai come in questo caso, vale la pena di dire che sarebbe bastato pagare subito, per pagare, poi, di meno. Per lui anche il reato di maltrattamento di animali.

Quelle di Rodengo Saiano – ha dichiarato a GeaPress il Comandante del NOA Isidoro Furlan – rappresentano sicuramente le più grosse operazioni finora condotte quest’anno dal NOA per contrastare la piaga del bracconaggio nel bresciano. Un dispiego di personale altamente qualificato, che opera in maniera professionale e con abnegazione. In questo caso ben quindici ore di seguito, senza un attimo di sosta“.

Operazioni che hanno registrato, finalmente, la collaborazione dei denunciati. Niente aggressioni, come invece successo il primo giorno di intervento, da parte dei bracconieri, così come cacciatori che involontariamente sparano sui forestali (vedi articolo GeaPress).

Dopo la LIPU (vedi articolo GeaPress) anche il WWF, ha espresso gli auguri di pronta guarigione per i due forestali feriti. Il Presidente del WWF Italia, Stefano Leoni, a nome dell’Associazione tutta, ha espresso, in una lettera inviata al Capo della Forestale dott. Cesare Patrone, la solidarità per i due forestali feriti. Un ringraziamento per l’attività del NOA in un luogo difficile per l’entità del bracconaggio, e non solo nel bresciano. Un pericolo, secondo il Presidente del WWF, sia per il patrimonio di biodiversità costituito dalla fauna selvatica, che per la sicurezza delle persone vittime (anche con incidenti mortali) delle attività di caccia, legali ed illegali. Il Presidente del WWF, offrendo la disponibilità a collaborare delle Guardie volontarie del WWF Italia, ha ringraziato il Corpo Forestale ed i componenti del NOA in particolare, per la meritoria opera grazie alla quale vengono nel contempo difese e salvate la natura, gli animali selvatici e la stessa vita delle persone.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati

VEDI FOTOGALLERY: