GEAPRESS – Aveva da anni la licenza di caccia scaduta ma continuava la sua attività in maniera quantomeno insolita. Non solo esercitava la caccia di frodo dall’automobile, ma questa era pure in movimento. Dentro l’autovettura aveva a disposizione un fucile calibro 12, mentre con la mano attivava un richiamo di uccelli rudimentale. Appena i poveri animaletti rispondevano al richiamo, sparava. I fatti sono avvenuti a Chiari, in provincia di Brescia e ad intervenire sono state la Guardie volontarie del WWF Italia.

Del tutto privo di porto d’armi, era invece altro bracconiere, fermato dalle Guardie del WWF a Manebrio, sempre in provincia di Brescia. Sparava da un capanno ed aveva già abbattuto quattro passeriformi appartenenti a specie protetta. Il sequestro dell’arma e degli animali abbattuti è avvenuto ad opera della Polizia Provinciale, mentre nel caso di Chiari, sono intervenuti i militari della Stazione dei Carabinieri di Castrezzato.

Ancora più particolare la denuncia di un terzo bracconiere, ancora a Manerbio. Si trattava di un cacciatore con regolare licenza, sorpreso ad abbatere Tortore dal collare, ovvero una specie protetta dalla legge. Purtroppo la legge sulla caccia italiana, prevede la piena sovrapposizione delle figure di cacciatore e bracconiere. La sospensione del porto d’armi uso caccia è in questo caso possibile solo con la reiterazione del reato e solo dopo condanna definitiva o esecuzione del Decreto Penale di Condanna. Tutto evitabile, dal momento in cui i reati sono di sola natura contravvenzionale. Reati leggeri, insomma, con previsioni di arresto ben al di sotto di ogni soglia di punibilità. Vi è poi la possibilità di oblare grazie alla quale, le già basse ammende, sono in buona parte evitabili. Paghi pochi euro ed ti procuri l’estinzione del reato.

Comportamenti, quelli dei bracconieri che hanno dato fastidio non solo ai semplici cittadini, ma anche ad alcuni cacciatori che hanno utilizzato il numero antibracconaggio 328 7308288 messo a disposizione dal WWF.

Invitiamo a segnalare episodi di bracconaggio – ha dichiarato Antonio Delle Monache coordinatore delle Guardie WWF Lombardia – La sinergia tra vigilanza volontaria e gli organi di polizia ha permesso negli ultimi mesi innumerevoli azioni antibracconaggio, che mirano alla tutela della fauna selvatica, patrimonio dell’intera comunità“.

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