ibis ucciso
GEAPRESS – Presa di posizione del progetto Waldrapp, che sta curando la reintroduzione in Europa dell’Ibis eremita, dopo la quarta uccisione dall’inizio della stragione venatoria, avvenuta questa volta in provincia di Brescia (vedi articolo GeaPress).

Secondo quanto riportato dagli esperti, l’Ibis eremita era un giovane maschio chiamato Enno. Si sarebbe dovuto trovare più a sud ma la sua presenza in Val Camonica, dove è stato ucciso, sarebbe la diretta conseguenza dell’uccisione di Tara, altro Ibis eremita impallinato in provincia di Vicenza (vedi articolo GeaPress). Tara, infatti, era la guida di Enno il quale senza un punto da riferimento da seguire non aveva alcuna possibilità di trovare da solo la via verso l’area di svernamento individuata ad Orbetello, in Toscana.

Non possiamo più considerare queste come offese occasionali – ha annunciato il progetto Waldrapp – perpetrate da poche pecore nere inserite nel mondo venatorio. Questi sono atti spietati arcaici e completamente privi di senso che hanno come unico obiettivo quello di distruggere la biodiversità. E non si tratta di un problema limitato alla popolazione europea di Ibis eremita. Non possiamo neanche immaginare quanti siano, ogni anno, gli uccelli abbattuti illegalmente in Italia lasciati poi li`a marcire come immondizia.Si tratta di un vero e proprio tradimento dei valori umanitari che stanno alla base della nostra società, un crimine contro la natura, la distruzione della speranza per i nostri bambini. Le cose devono cambiare nell’interesse dell’intera società europea! Noi del Waldrappteam faremo tutto il possibile! Chiediamo in particolare a tutti in cacciatori di non accettare, non coprire e nascondere questi fatti insensati“.
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