ibis valpredina
GEAPRESS – A diffondere l’allarme nelle scorse ore era stato lo stesso progetto Waldrapp che sta curando il tentativo di reintroduzione dell’Ibis eremita in Europa. “Enno è fermo in provincia di Brescia … speriamo bene”.  A segnalarlo in tal maniera era il sistema gps del quale sono dotati tutti gli animali del progetto.

Enno era lo stesso esemplare scampato al piombo di Thiene, vicino Vicenza, dove però era stato uccisio dalle fucilate il secondo dei tre Ibis eremita impallinati quest’anno in Italia dall’inizio della stagione venatoria (gli altri due sono stati uccisi in provincia di Grosseto).

Enno, ora, sarà il quarto visto che le Guardie del WWF lo hanno ritrovato impallinato in Val Camonica, in provincia di Brescia. E’ stato ucciso in località Angone, nel comune di Darfo Boario Terme. Secondo Antonio Delle Monache, coordinatore delle Guardie WWF Lombardia, l’area ove Enno veniva segnalato era ad alto rischio. Quella zona, infatti, è conosciuta per l’alto tasso di bracconaggio. Il corpo dell’Ibis, trasferito presso il Centro di Recupero di Valpredina (BG), gestito dal WWF, è risultato centrato da oltre ottanta pallini di piombo.

Solo nell’ultima settimana presso lo stesso Centro di Valpredina, sono stati ricoverati due Falchi Gheppio, un Gufo comune, una Poiana, un Picchio Verde. Tutti animali protetti dalla legge e tutti centrati dalle fucilate, come l’Ibis. Le caratteristiche di tali animali li rendono impossibili da confondere con una delle specie cacciabili. I colpi, cioè, potrebbero essere stati intenzionali.

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