GEAPRESS – Ha riportato la frattura di un braccio e numerose escoriazioni al volto, l’Agente del Corpo Forestale dello Stato che ha fermato, domenica mattina, un bracconiere in fuga nelle vallate del bresciano. Il cacciatore di frodo, raggiunto dal Forestale del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio), non ha esitato a dare vita alla colluttazione.

I fatti sono avvenuti dopo che i Forestali, appostati nei pressi del sentiero trappolato, hanno intimato l’alt al bracconiere colto in flagranza di reato mentre operava sui crudeli marchingegni. Il bracconiere si è a questo punto dato alla fuga ed una volta raggiunto dall’Agente in forza al Comando provinciale di Genova, non ha esitato a reagire violentemente.

Per il bracconiere, oltre alla denuncia per porto abusivo d’armi ed utilizzo di mezzi non consentiti per l’esercizio della caccia (trappole tipo “archetti”), è stato contestato il reato di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali.

La Forestale non ha reso noto il luogo ove è avvenuto il grave fatto ma trattasi di una località della Provincia di Brescia ove i Forestali del NOA stanno operando nel corso dell’annuale operazione “Pettirosso”. Il nome deriva da una delle specie più comunemente catturate per la polenta e osei. I piccoli volatili, riferiscono dalla Forestale, vengono catturati a centinaia con metodi anche cruenti. I bracconieri, infatti, utilizzano trappole artigianali che bloccano e spezzano le zampe degli animali. Moriranno lentamente di stenti.

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