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GEAPRESS – Una lunga attività investigativa e scrupolosi appostamenti. Questo alla base degli interventi dei forestali dei Comandi Stazione di Salò, Gavardo e Vobarno che hanno colto in flagranza di reato tre bracconieri  che si ritrovano ora  denunciati a piede libero. Una dei tre era in possesso di regolare licenza di caccia.

Il sospetto, maturato già da tempo, era che alcuni soggetti fossero dediti all’illecita attività di cattura di uccelli selvatici. Il tutto con l’ausilio di reti disposte in un’area recintata di località Drugolo, nel comune di Lonato (BS). Tre bracconieri residenti a  Calvagese della Riviera, Prevalle e Muscoline.

Per catturare gli uccelli avevano predisposto un sofisticato impianto costituito da numerose reti da uccellagione tipo mist-net di varie misure e alcuni richiami acustici con batterie e altoparlanti. Gli uccelli vivi, anch’essi utilizzati come richiamo, erano prigionieri di una corridora. Gli animali, erano appartenti a specie protette tra cui fringuelli, merli, lucherini, tordelle e tordi bottacci. Il tutto all’interno di un fondo chiuso completamente recintato.

Nelle reti erano stati catturati 2 tordi bottaccio, di cui uno già morto e 1 pettirosso. Tutti gli animali trovati ancora in vita, sono stati liberati, mentre il grosso impianto veniva smantellato. A questo punto l’intervento della Forestale proseguiva con le perquisizioni personali, dei fuoristrada e delle abitazioni di ciascuno dei tre. Nel complesso venivano  così appurate ulteriori condotte illecite che imponevano nuovi sequestri.

Ben 159 esemplari gli uccelli ritrovati già morti. Trentaquattro le reti per uccellagione, mentre altri 16 uccellini erano ancora in vita. Le cartucce di vario calibro ammontavano a 995 pezzi. Poi anche richiami acustici elettromagnetici (phonofil), 13 trappole per cattura uccelli (prodine). Per i tre è  così scattata la denuncia a piede libero. Due di loro, risultati sprovvisti di licenza di caccia, sono stati denunciati anche per furto aggravato ai danni dello Stato, maltrattamento ed uccisione di animali. Uno di questi due anche per detenzione abusiva di munizioni.
Più leggero il trattamento al terzo bracconiere visto che si trattava di  cacciatore provvisto di licenza di caccia. La legge sulla caccia, infatti, esclude l’applicazione di alcuni reati. L’uomo  è stato così deferito all’Autorità Giudiziaria per uccellagione con l’ausilio di mezzi non consentiti e di richiamo acustico non consentito con cattura e detenzione di avifauna protetta.

Anche su questi tre bracconieri le indagini proseguono. A tal proposito i richiami vivi sequestrati sono stati consegnati ad apposito centro specializzato per le opportune verifiche specialistiche sull’eventuale alterazione degli anellini identificativi.

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