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GEAPRESS – La stagione venatoria 2013 si era presentata sin dagli esordi sottotono. Meno cacciatori in attività, riferisce il WWF. Il passo migratorio va a rilento, fatta eccezione per poche giornate di picco relative al Tordo bottaccio. Ed invece a partire dalla giornata di sabato 26 ottobre le Guardie WWF del nucleo di Brescia hanno potuto riscontrare la ripresa dell’usuale utilizzo di mezzi vietati di caccia e l’uccisione di specie protette.

Sei i cacciatori denunciati in una sola giornata con il sequestro operato grazie agli Agenti della Polizia Provinciale di sei fucili, quattro richiami acustici e di uccelli protetti appartenenti a  varie specie (migliarino di palude, passera d’Italia, pispola). I sequestri sono avvenuti nei comuni di Orzinuovi, Borgo San Giacomo, Comezzano, Mazzano.

Speravamo in una riduzione drastica degli illeciti penali – sottolinea Antonio Delle Monache Coordinatore Guardie WWF Lombardia  – purtroppo ci siamo forse illusi. Ieri con un ingresso massiccio di allodole, pispole e altri piccoli migratori la campagna bresciana è tornata ad essere il luogo di sempre: richiami illegali accesi a tutto volume e uccisione diffusa di uccelli protetti”.

A partire dal’apertura della terza domenica di settembre sono stati 21 i cacciatori deferiti all’Autorità giudiziaria perché colti in flagranza di reato dalla Guardie WWF in relazione all’utilizzo di mezzi vietati, abbattimento di specie protette e particolarmente protette, omessa custodia di armi, maltrattamento di animali. I casi più eclatanti delle ultime settimane sono avvenuti ad Artogne dove veniva sorpreso un tredicenne che sparava a piccoli uccelli con la conseguente denuncia del padre per omessa custodia di armi. A Calvisano in collaborazione con le Guardie Zoofile dell’ANPANA, venivano sorpresi due cacciatori che in un appostamento riservato alla caccia agli acquatici (sguass) avevano abbattuto 30 migliarini di palude e 3 fringuelli con un sofisticato impianto di richiami elettroacustici. A Collebeato un cacciatore utilizzava un telefonino cellulare per riprodurre tramite files musicali mp3 il canto dell’allodola. Telefonino e fucile venivano sequestrati dalla Polizia Provinciale.

Vittime del persistente bracconaggio anche 29 rapaci giunti al CRAS Valpredina (BG) del WWF, per la maggior parte provenienti dalla provincia di Brescia (lodolaio, sparviere, albanella reale, poiana).

L’unico dato positivo sono le sempre più numerose segnalazioni che giungono al telefono antibracconaggio del WWF (328 7308288), anche da parte di cacciatori esasperati dall’illegalità diffusa – conclude Antonio Delle Monache – Purtroppo la vigilanza venatoria  a Brescia è sottodimensionata rispetto alla necessità. Gli ultimi dati disponibili riferiti alla Stagione Venatoria 2005-2006 parlano di un totale di controlli effettuati da tutti gli organi di vigilanza, pari a 3387 sui 30.388 cacciatori bresciani. Se ipotizziamo, sicuramente per difetto, una media di 30 giornate di caccia per cacciatore, abbiamo circa 900.000 giornate di caccia. Ciò vuol dire un 0,37% di giornate di caccia “controllate”.

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