roccolo m onte manos
GEAPRESS – Luogo di spiedi, gare, consiglieri regionali che fanno i giudici e preti che benedicono. Il tutto, ogni anno, proprio nei pressi della statuina dal nome quantomeno singolare “La Madonna del Buon Bracconiere”.

Venerdì scorso, a seguito di lunghi appostamenti, è arrivato lo Stato, ovvero i forestali dei Comandi Stazione di Gavardo e Vobarno che hanno colto sul fatto e denunciano a piede libero il noto uccellatore. Una persona più volte oggetto di critiche per la sua recidività nei confronti dei reati collegati al bracconaggio. Questa volta è stato centrato dal “mirino” degli investigatori del Corpo forestale dello Stato della provincia di Brescia.

Dopo una serie di appostamenti, grazie alla pazienza ed alla determinazione del personale dei Comandi Stazione forestale della Val Sabbia, il pluripregiudicato evidentemente da alcuni stimato, è stato colto in flagrante mentre perpetrava la sua illecita attività di cattura di uccelli selvatici. Fornito di reti esercitava la sua “passione” nel comune di Capovalle, località Carzen-Monte Manos. Il tutto nei boschi circostanti un rustico di proprietà di un parente.

Sul posto la Forestale ritrovava e poneva sotto sequestro uccelli morti, uccelli vivi, un coltello a serramanico e reti da uccellagione. Gli accertamenti proseguivano presso il rustico, dove venivano rinvenute e sequestrate altre 9 reti da uccellagione, alcune celate in un ripostiglio, altre su una scansia della stanza uso cucina.

Ritrovati anche, al chiuso di apposite gabbiette, ben 19 esemplari vivi di avifauna protetta e quindi non detenibile ai sensi della vigente normativa sulla protezione della fauna omeoterma e sul prelievo venatorio (ciuffolotti, passere scopaiole, pettirossi, lucherini, zigoli, fringuelli).

Alcuni di questi richiami erano privi di identificazione, mentre altri erano provvisti di anelli inamovibili che secondo la Forestale sarebbero stati palesemente alterati. Dunque il sequestro con consegna ad apposito centro specializzato per il loro recupero e per le opportune verifiche specialistiche sull’alterazione degli anellini identificativi. L’uomo, sprovvisto di licenza di caccia, è stato quindi deferito all’Autorità giudiziaria per furto aggravato ai danni dello Stato, maltrattamento ed uccisione di animali nonché contraffazione di pubblici sigilli.

Proprio al Monte Manos, rileva la Forestale, alla fine dello scorso mese di agosto è stato organizzato un singolare evento denominato “Madonna del Buon Bracconiere”, cui la stampa locale ha dato un certo risalto, ma pare proprio che nel caso al noto personaggio questa protezione “celeste” sia venuta meno. Gli accertamenti a suo carico continuano.

La notizia è immediatamente circolata negli ambienti protezionisti del bresciano i quali, nelle passate edizioni di tale singolare “Madonna”, erano stati ascoltati pure dal Vescovo. Purtroppo, il soggetto ora denunciato, dimostra anche quanto sia  inadeguata la previsione normativa. Stima ed apprezzamento, invece, per il Corpo Forestale dello Stato che già da alcuni giorni, proprio nel bresciano, ha inaugurato il nuovo campo antibracconaggio denominato “Il Pettirosso”.

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