GEAPRESS – Ormai è nella categoria, ovvero è tra i cacciatori, e ce lo terremo chissà per quanto tempo, questo nonostante già al primo controllo il suo carniere presentava solo specie protette. I fatti sono accaduti a Brescia ed al cacciatore denunciato, con licenza rilasciata appena lo scorso settembre, potrà essere solo sospeso il porto d’armi uso caccia. Questo, però, solo quando avrà abbattutto una seconda volta specie protette. Se però ha oblato,oppure la condanna non è diventata definitiva, nulla potrà essergli impedito in merito alla facoltà di andare a caccia.

Disastri della iperpermissiva legge venatoria italiana che tra l’altro punisce blandamente il grave comportamento del neocacciatore, fermato dalle Guardie del WWF di Brescia , in compagnia di un secondo cacciatore, colto anch’esso in atto di bracconaggio. Aveva posizionato, infatti, reti illegali ed aveva piazzato altrettante gabbiette con undici fringuelli da richiamo.

In tre soli giorni di controllo delle Guardie del WWF in provincia di Brescia, sei bracconieri denunciati, tutti cacciatori con regolare porto d’armi uso caccia. Abbattimento fauna protetta, utilizzo di richiami elettromagnetici vietati dalla legge (che però non vieta detenzione e vendita degli stessi …), ed uccellagione. Per quest’ultimo reato, ben tre reti sequestrate, undici fringuelli e due tordo bottocci vivi. Già morti, purtroppo, una capinera, un luì piccolo, un passero, ed una cinciallegra.

La fauna abbattuta, armi e mezzi illeciti di caccia, sono stati posti sotto sequestro grazie all’intervento della Polizia Provinciale di Brescia e dei Carabinieri delle Stazioni territorialmente competenti.

Alla base della recrudescenza dell’uccellagione vi è certamente l’apertura della caccia in deroga con l’utilizzo di richiami vivi” sostiene il Coordinamento delle Guardie WWF “E’ risaputo che il presunto allevamento di fringuelli, peppole, frosoni e pispole (specie protette e cacciabili solo in Lombardia e in Veneto) spesso è solo una copertura che maschera un colossale mercato nero illegale“.

Gli animali catturati illegalmente, sostiene sempre il WWF, vengono “sanati” con anelli contraffatti, che all’apparenza sono inamovibili, come prescrive la Legge ma in realtà ad un accurato controllo risultano tagliati oppure ovalizzatti o di diametro non corretto.

Su questo tema il WWF intende presentare un dettagliato rapporto alle autorità competenti italiane ed europee, al fine di stroncare un commercio illecito che mette a rischio i migratori, che ricordiamo sono patrimonio della comunità internazionale“.

Sempre nel corso dei servizio di vigilanza del WWF, è stato rinvenuto nel Comune di Trenzano uno sparviere morto (nella foto). Consegnato al Centro recupero Animali Selvatici del WWF Valpredina, il povero animale è stato sottoposto a radiografia che ha rilevato, in particolare, un pallino da caccia che aveva colpito un organo vitale. Sull’ennesimo episodio di abbattimento di specie particolarmente protette (sono decine gli esemplari di rapaci consegnati feriti nei Centri recupero della regione) verrà redatta una notizia di reato contro ignoti.

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