GEAPRESS – Nuovo intervento antibracconaggio nella provincia a più alta vocazione venatoria italiana. Brescia, ovvero la provincia dove la stagione del bracconaggio non termina mai, commentano amaramente alla Forestale. Il Comando Provinciale di Brescia, ha infatti messo a segno un altro importante successo in località Singia, nel territorio comunale di Muscoline. Gli uomini del Comando Stazione di Gavardo, guidati dall’ Ispettore Tiziano Filippini, hanno infatti rinvenuto e posto sotto sequestro un impianto di uccellagione dove ancora, nelle reti, erano appesi i resti di uccelli morti e mai raccolti. Tra questi anche alcune specie particolarmente protette quali: passere scopaiole e pettirossi.

Su questa vicenda si innesta un curioso quanto significativo risvolto reso noto, sempre oggi, dal giornale online Quibrescia.it. Il bracconiere, secondo indiscrezioni un anziano cacciatore di Muscoline, non essendosi accorto dell’avvenuto sequestro (la rete era ancora funzionale a catturare gli uccellini ed andava subito disarmata) ha ritenuto di avere subito un furto. Incredibilmente ha ritenuto del tutto normale andare a denunciare il presunto furto del mezzo di caccia che però, secondo la legge, è illegale. L’uccellatore, pertanto, si ritrova ora con la verifica dei Carabinieri che stanno controllando le armi detenute a quanto pare regolamente sebbene mancanti di alcuni pezzi, mentre la Forestale lo ha denunciato per uccellagione, detenzione di specie protette e pure maltrattamento di animali. Il bracconiere, infatti, non si limitava a catture ma anche ad allevare per vendere (sempre illegalmente) gli uccellini come richiamo per i cacciatori da capanno. Peccato che le condizioni igieniche fossero disastrose. Animali senza cibo ne acqua, ed alcuni ritrovati morti ed in avanzato stato di decomposizione.

Appena pochi giorni addietro, sempre la Forestale di Brescia, Comandi Stazione di Gavardo e Vobarno (vedi articolo GeaPress) aveva rinvenuto un altro impianto di uccellagione gestito da un cacciatore del luogo e dal figlio minorenne. Quest’ultimo era stato sorpreso mentre con le dita schiacciava la testa ai poveri uccellini rimasti catturati con le reti. Il papà cacciatore, inoltre, era stato denunciato pochi anni addietro per avere abbattutto specie protette. Secondo, però, la balorda legge sulla caccia italiana, un cacciatore per avere (solo) sospesa la licenza deve essere denunciato una seconda volta per avere abbattuto una specie protetta.

Il Coordinamento Provinciale di Brescia del Corpo Forestale, sottolinea come l’attività di bracconaggio in questo periodo dell’anno è ancora più dannosa dal momento in cui tutte le specie di avifauna si apprestano al periodo riproduttivo. Le catture illegali in questa stagione comportano gravi ripercussioni sulla sopravvivenza delle popolazioni di uccelli e in generale di tutta la fauna.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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