GEAPRESS – Oltre 40 persone sanzionate e solo nel secondo turno dei Forestali del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio). Le nuove pattuglie che dal 14 ottobre hanno dato il cambio ai Forestali guidati dal Comandante Isidoro Furlan, stanno così continuando un lavoro di repressione del bracconaggio tutt’ora molto presente nelle vallate del bresciano. Le nuove squadre, guidate dal Commissario Capo Carlo Campolmi, hanno messo a segno numerosi interventi sia in Val Sabbia che in Valle Trompia. Bracconieri, in molti casi anziani, che cercano di giocare in anticipo sugli interventi del Corpo Forestale. Un continuo susseguirsi tra guardie e ladri. Una infinita serie di colpi di scena che obbliga la Forestale a cambiare continuamente tattiche e strategie. Alla luce dei risultati, il gioco sembra dare ragione alla legge.

Ma come cambia il bracconaggio nelle valli? Più trappole a scatto e meno archetti. Questi ultimi, in legno morbido, sono più visibili e richiedono maggiore manutenzione. La trappola, invece, può essere meglio mimetizzata. Diciamo solo che il bracconiere trova la maniera di farle arrivare sul posto. Una bacca, il piccolo pettirosso che arriva per mangiarla e lo scatto che spezza le zampine lasciando il povero animale in tremenda agonia. Il bracconiere lo finirà schiacciandogli la testolina con le dita, oppure premendo sul petto fino a bloccargli il battito del cuore. Verrano, poi, spellati sul posto e sistemati dentro dei sacchetti. Rimarranno lì, fino alla raccolta di altro componente della “gang” della polenta ed osei. Ordinativi per ristoranti compiacenti e molti per i privati. Tutto illegale, ovviamente, ivi compresa la normativa fiscale e sanitaria.

Non solo ristorazione, però. I forestali guidati dal Commissario Campolmi hanno anche rinvenuto alcune reti finalizzate alla cattura di uccelli vivi. Il sospetto è che possano servire alla vendita come richiami per i cacciatori da appostamento così come per appassionati allevatori. Di sicuro, in questo caso, la polenta non è subito coinvolta.

Negli ultimi interventi della Forestale si è risuciti a ridare la libertà ad una sessantina di uccellini. Molti di più quelli rinvenuti morti. Tra questi lucherini, pettirossi e peppole.   

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