Brescia: arrivati oggi i forestali del NOA – Nucleo Operativo Antibracconaggio
Spetterà a loro il controllo sulla provincia afflitta dal bracconaggio.
GEAPRESS – Sono arrivati oggi nel bresciano le squadre speciali del NOA (Nucleo Operativo Antibracconaggio) del Corpo Forestale dello Stato, sotto il comando del Vice Questore Aggiunto Isidoro Furlan. 25 esperti del settore suddivisi in due turni, fino al 30 ottobre.
L’ Operazione “Pettirosso” del Corpo Forestale prende il nome da uno dei migratori che più comunemente finisce nelle micidiali trappole dei bracconieri. Un compito arduo, quello del NOA: vigilare su un territorio enorme dove particolarmente grave è il problema del bracconaggio. Val Trompia, Valle Sabbia ed altri luoghi che ogni anno vengono cosparsi da decine di migliaia di archetti a scatto ed altre trappole che spezzano, lasciando in tremenda agonia, i poveri uccellini.
Per catturarli i bracconieri hanno costituito una vera e propria organizzazione, molto simile, per certi versi, a ben altri controlli illegali del territorio. Ad ogni cacciatore di frodo vengono affidati dei sentieri dove, nottetempo, un raccoglitore in sella ad una motocicletta a luci spente, raggiunge i vari punti convenuti per raccogliere i sacchetti con gli uccellini già spellati. Un bigliettino riepilogativo fa da corredo al sacchetto con i cadaverini. Il bottino viene, poi, consegnato ad un ricettatore che provvederà alla consegna sia ai ristoranti che ai privati, provvedendo a fine stagione a saldare il conto.
Furbizie, scoperte dal NOA, per sfuggire proprio all’intervento dei forestali. Un controllo del territorio micidiale tutto basato sull’omertà che regna nell’ambiente dei bracconieri che comunicano ormai con veri e propri “pizzini” di ben altra memoria criminale. Pochi euro ad uccellino spellato che finiscono allo spiedo e poi sulla polenta ad un prezzo variabile tra le sessanta e gli ottanta euro.
Le pattuglie della Forestale dovranno coprire una zona enorme che testimonia la pessima gestione venatoria del territorio italiano. GeaPress seguirà gli interventi del NOA, come lo scorso anno (VEDI SPECIALE OPERAZIONE PETTIROSSO 2010). Una esperienza unica ed altamente specialistica, quella della pattuglie antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato nel bresciano. Un mese di piena operatività di personale qualificato, che andrebbe sicuramente incoraggiato con nuovi reparti operativi ove occorre nel territorio italiano.
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finalmente sono questi i regali che adoro!!!!forza
io l’avrei chiamata l’operazione” cardellino” in onore di ciccio…che gentili cacciatori hanno acceccato, per poter risultare un richiamo zimbello per i propri simili!!
datemi della pazza cacciatori!!!ma sto’ ballando in casa da sola..voglio giustizia e rispetto per i miei fratelli animali.voi mi dite che la vostra passione che procura morte di” innocenti creature” vi fa’ crescere l’adrealina.queste notizie la mia la fanno volare alle stelle!!!
Speriamo che simili iniziative siano intraprese anche nel resto del territorio italiano, poichè l’illegalità venatoria, dalle notizie Geapress, pare molto attuata nel resto della penisola.
Bella notizia, ma non è ancora abbastanza. Anche i cacciatori regolari vanno ridimensionati. Vedere aggirarsi per le campagne questi bifolchi predatori armati di doppiette è davvero uno spettacolo desolante.
ma quello che mi chiedo io è: perchè ci sono ancora ristoranti che si ostinano a cucinare gli uccellini sapendo che è illegale? nessuno li multa eppure sui menu sono ancora scritti…e poi la gente non dovrebbe chiederli…bisognerebbe fare più informazione alla gente spiegando che in cielo fra un po’ non vedremo più niente…
@ riccardo hai ragione in tutti i ristoranti di brescia girano uccellini nei piatti e se gli parli nell’orecchio pian piano stai sicuro che ti portano pure quelli proibiti!!!
Non finirò mai di dirlo, per combattere il bracconaggio serve anche l’intervento dell’esercito! Controllo del territorio costante e molti uomini a disposizione. Inoltre bisogna per forza inasprire le pene, ai ristoratori chiusura dell’attività e per gli altri sanzioni pesanti e condanne penali (commutabili in tantissime ore di servizio civile).
Concordo perfettamente con Lorenzo….se ci fosse il ritiro della licenza ai ristoratori beccati, ci penserebbero due volte prima di continuare in questa attività illegale.
Buon lavoro NOA!!
l’idea di costituire un nucleo operativo specializzato è certamente positivo……….25 persone sono poche è vero……..ma meglio pochi e buoni ……. che tanti e fannulloni……..