archetti bs
GEAPRESS – Ancora bracconieri denunciati in provincia di Brescia.

Il nuovo caso è avvenuto nel Comune di Pezzaze in Val Trompia. Un bracconiere individuato e denunciato dalla Polizia Provinciale perchè trovato in possesso di numerose trappole per piccola avifauna. Si trattava di cinque archetti e ben 85 trappole del tipo “sep”.

Gli archetti, sono costituiti da una arco metallico o in legno, tenuto teso da una cordicella. Il piccolo passeriforme viene attirato con una bacca o altra esca. Azionando il meccanismo che tiene teso l’archetto, il malcapitato animale rimane spesso appeso con le zampe spezzate, prima che il bracconiere lo colga e provveda alla sua uccisione. Questo tipo di trappole sono in genere posizionate negli alberi o comunque distanti dal terreno. Si tratta di un marchingegno vietato dalla legge sulla caccia, ma ancora in uso, sebbene in minore quantità del passato. Tipico di alcune zone del nord Italia, come nel caso della provincia di Brescia, è stato ritrovato anche in altre regioni, come in Sicilia, forse d’esportazione.

Le trappole sep sono piccoli sistemi a scatto azionati da una molla metallica ed anch’essi vietati dalla legge.  A differenza degli archetti sono in genere posizionati in terra. Utilizzano una bacca o altra esca e sono più distribuiti nel territorio nazionale. L’uccellino rimane bloccato da un semicerchio metallico. In molti casi i piccoli volatili vengono trovati ancora feriti ma impossibilitati a liberarsi.

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