appostamento caccia
GEAPRESS – C’è un capitolo apertissimo dell’illegalità venatoria nel Bresciano. Lo afferma la LAC (Lega Abolizione Caccia) di Brescia che ricorda a questo proposito i già noti innumerevoli abbattimenti vietati. A ciò devono aggiungersi quelli che vengono definiti “gli impianti di cattura fuorilegge ma riproposti ogni anno” oltre che il traffico clandestino dei richiami vivi.

La nostra provincia – afferma la LAC di Brescia – si distingue in Italia e in Europa anche per le violazioni delle norme urbanistiche e paesaggistiche causate da un grande numero di appostamenti fissi per la caccia alla fauna migratoria che potremmo eufemisticamente definire «fuori posto»“.

Al centro del nuovo intervento delle associazioni ecologiste Lega per l’abolizione della caccia e del Gruppo d’Intervento Giuridico ONLUS c’è la stridente situazione dell’Altopiano di Cariadeghe, Monumento Naturale e SIC, Sito di interesse comunitario, nel Comune di Serle (BS).

Mappando il territorio serlese, la Lac e la onlus Gruppo d’intervento giuridico hanno evidenziato “un incredibile quadro di abusivismo di decine di capanni in un’area di grande rilevanza geologica, botanica, oltre che zoologica, costruiti in assenza di un titolo abilitativo rilasciato dal comune e in assenza dell’autorizzazione riguardante il vincolo paesaggistico“.

Uno scenario fatto di doline, grotte, faggete e castagneti monumentali. Un luogo, cioè, di elevato valore naturalistico con specie floristiche presenti protette da leggi nazionali e internazionali dove la Lac e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno delineato quello che apparirebbe come un  quadro di abusivisimo. Il tutto è stato indirizzato agli enti preposti e alla procura della Repubblica di Brescia, affinchè siano svolte ulteriori indagini e  ripristinato lo stato di legalità.

Il semplice motivo – ha concluso la LAC – si basa sul principio secondo cui la legge è uguale per tutti, i cacciatori non devono essere ancora una categoria di privilegiati, sono uguali a tutti gli altri cittadini e pertanto devono rispettare le norme edilizie come tutti i comuni mortali. Tale principio e’ stato ribadito dalla sentenza della Corte costituzionale (la 139 del 2013) che ha che ha dichiarato l’incostituzionalità della legge regionale 6 luglio 2012, n. 25 nelle parti in cui esenta gli appostamenti per la caccia (capanni, altane) dall’ottenimento dell’autorizzazione paesaggistica (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e dal titolo abilitativo urbanistico-edilizio (D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.)

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