GEAPRESS – Sono quasi 6000 le firme inviate in poco più di due settimane al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, dopo che la LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia) ed il CABS (Committee Against Bird Slaughter) hanno promosso la nuova iniziativa contro le cosiddette cacce in deroga.

Appena il 24 novembre scorso, infatti, nel sito del CABS veniva proposta l’iniziativa mostrando, tra l’altro, l’incredibile filmato sulla caccia in deroga ripreso a Colle San Zeno (BS) (vedi video in calce all’articolo). Un vero e proprio sbarramento di fucileria, scagliata contro la migrazione dei piccoli passeriformi protetti dalla legge.
 
Tutto autorizzato, però, grazie alle Regioni, e a provvedimenti con forte vizio di legittimità. Questo è quanto si evince nel leggere, oltre i provvedimenti più volte emessi dal TAR e Corte Costituzionale, lo stesso comunicato della Commissione europea che ha intimato il nostro paese, pena salate multe, di fornire una risposta definitiva sul futuro di questa attività venatoria che, secondo le Associazioni protezioniste, andrebbe immediatamente vietata.

Ad oggi la Lombardia ha ritirato la sua legge, mentre nulla è stato fatto in tal senso dalle altre regioni, ovvero Veneto, Toscana e Liguria. Questo quando secondo un recente articolo de La Repubblica, la multa che rischia di cadere sulle teste di tutti gli italiani è di ben un miliardo e duecento milioni di euro. La batosta deriva sia dalla sanzione base (tra i dieci ed i venti milioni di euro), che dai 750.000 euro di multa calcolati su ogni giorno di caccia in deroga a partire dal 2008, quando cioè era arrivato il primo, inascoltato, provvedimento censorio da parte della Commissione.

Intanto da ottobre fino a metà novembre, 72 volontari del CABS e della LAC, hanno lavorato nel bresciano nel campo annuale anti bracconaggio. 1.065 archetti rimossi, 588 trappole in metallo e 94 reti per uccellagione. Una nota positiva: secondo i volontari sono i numeri più bassi mai riportati dagli anni ’80, da quando, cioè, è iniziata la campagna antibracconaggio nelle vallate del bresciano.

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